Investì l’amico e passò sul corpo più volte al centro commerciale per un posto auto: condannato a 18 anni a Verona.

Immagine
L’investimento del 55enne Mohammed Manoubi fu registrato anche dai video delle telecamere di sorveglianza del centro commerciale di San Bonifacio, in provincia di Verona. Il 54enne Mongi Mlika condannato a 18 anni. Il movente un posto auto non pagato.

Condanna a 18 anni di carcere per omicidio volontario, così si è concluso il processo di primo grado per la morte del 55enne Mohammed Manoubi, investito e ucciso volontariamente da un’Audi nera davanti al centro commerciale di San Bonifacio, in provincia di Verona, il 20 febbraio scorso. Secondo inquirenti e tribunale, al volante di quell’auto vi era un amico della vittima, il 54enne Mongi Mlika, che è passato più volte sopra il corpo della vittima dopo l’ennesima lite per motivi economici, l'affitto di un posto-auto mai saldato.

La terribile scena era stata registrata dai video delle telecamere di sorveglianza del centro commerciale diffuse poi dai carabinieri. Nel filmato si vede la vettura che punta una persona che cammina a bordo marciapiede, accelera e la investe in pieno prima di fare retromarcia e ripassare sul corpo che è stato infine martoriato da un terzo passaggio della vettura dopo una manovra spericolata sull’aiuola.

L’omicidio nelle prime ore di quel venerdì, intorno alle 6.30, quando la vittima era appena scesa per recarsi al lavoro. L’uomo al volante era stato poi arrestato pochi minuti dopo dai carabinieri mentre con la stessa auto aveva volontariamente urtato una Fiat Punto con a bordo il cugino di Mohammed Manoubi, innescando una furibonda colluttazione e tentando di schiacciarlo contro la cancellata della caserma dell’Arma di di San Bonifacio.

Video thumbnail

Come ricostruito dalle indagini, il tutto sarebbe avvenuto dopo l’ennesimo diverbio per questioni economiche. Secondo la famiglia della vittima, lo scontro era per un posto auto che l’uomo condannato non avrebbe mai pagato alla vittima. I due si conoscevano fin dall’infanzia in Tunisia e avevano vissuto anche insieme in Italia ma i rapporti si erano deteriorati dopo che la vittima aveva chiesto dei soldi per l’utilizzo del suo posto auto condominiale all’amico.

Secondo il cugino di Mohammed, a sua volta vittima di tentato omicidio nell’episodio davanti alla caserma, i due si erano messi d’accordo per 50 euro al mese per tenere l’auto mentre il primo tornava nel paese di origine ma al suo ritorno non aveva voluto pagare nulla. I due si erano affrontati più volte ma solo con liti verbali, fino a una discussone molto animata il 17 febbraio scorso. Tre giorni dopo l’investimento mortale.

Per l’imputato la procura aveva chiesto il giudizio immediato davanti alla Corte d’Assise, ma il processo di primo grado si è chiuso con rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare che ha condannato Mlika a 18 anni di reclusione per omicidio volontario e tentato omicidio.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views