Ragazzo trovato morto in un bosco a Verona, fermato l’uomo che ha dato l’allarme: si indaga per omicidio
Un uomo di una cinquantina d'anni è stato sottoposto a fermo nella tarda serata di ieri da parte della Polizia di Verona in relazione all'omicidio di un 25enne italiano di seconda generazione, morto verosimilmente per asfissia o per un arresto cardiocircolatorio, e il cui cadavere era stato scoperto in una zona di boscaglia del quartiere San Massimo. La persona finita in manette ha precedenti per invasione di terreni ed edifici e porto ingiustificato di oggetti atti a offendere; quando è stato fermato era in condizioni di alterazione psicofisica e, a quanto riferisce L'Arena, era stato lui a dare l'allarme chiamando le forze dell'ordine.
Il corpo della vittima era stato rinvenuto, seminudo, vicino a una tenda da campeggio. Dalle immediate attività di indagine il 25enne è stato identificato in un giovane, senza fissa dimora, con precedenti penali e di polizia prevalentemente per reati contro il patrimonio. Secondo gli accertamenti la vittima e il presunto omicida avrebbero raggiunto insieme il luogo del delitto nelle prime ore di ieri. Sarebbe iniziata poi sul posto una lite violenta per futili motivi, tuttora in corso di accertamento, riconducibili, secondo le prime ipotesi, alla proprietà di modiche quantità di sostanze stupefacenti.
Il fermato ha riportato diverse lesioni al volto e al corpo, mentre la vittima ha perso la vita, verosimilmente per soffocamento, anche se una risposta più precisa in merito arriverà dall'autopsia. La Procura intanto procede per omicidio. Ieri mattina sul posto sono andati sia il magistrato di turno Francesca Cavalieri D’Oro, che il dirigente della Mobile, Alessandro Gallo.