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29 Aprile 2022
15:12

“Venite, nostro figlio ci sta ammazzando” la drammatica telefonata dei coniugi aggrediti a Sassari

Un grido di aiuto acquisito agli atti dell’inchiesta così come la registrazione dell’intera telefonata con la quale la donna chiede aiuto ai Carabinieri.
A cura di Antonio Palma
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"Venite, fate presto, nostro figlio ci sta ammazzando", è la drammatica frase riferita agli operatori del 112 da Maria Giovanna Drago, la donna di 67 anni aggredita insieme al marito dal figlio nel cuore della notte nella loro casa di Santa Maria Coghinas, in provincia di Sassari. Un grido di aiuto acquisito agli atti dell'inchiesta così come la registrazione dell'intera telefonata con la quale la donna chiede aiuto ai Carabinieri. È stata lei infatti a chiamare i soccorsi riuscendo così a fare scattare l'intervento dei carabinieri e ad evitare che il figlio 47ene continuasse ad accanirsi sui due coniugi fino a ucciderli. Le sue condizioni così come quelle del marito Giuseppe Picci però restano gravi dopo essere stati colpiti dal figlio Alberto con una fiocina da sub intorno alle 4.30 della notte tra martedì e mercoledì scorsi.

Una aggressione violentissima che ha visto il figlio sparare al volto del padre con un fucile da pesca prima di accoltellarlo sotto uno zigomo con un coltello a serramanico, ma che tutt'ora rimane avvolta nel mistero. Nessuna motivazione apparente dietro il gesto e lo stesso 47enne non ha saputo spiegarne il motivo. Il sospetto è che alla base di tutto ci siano grossi problemi psichici. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, il 47enne si sarebbe svegliato e, in stato confusionale, avrebbe aggredito i genitori senza proferire parola.  Ora l'uomo si trova rinchiuso nel carcere di San Sebastiano con l'accusa di duplice tentato omicidio aggravato ma agli inquirenti non saprebbe dare spiegazioni sui fatti. Al momento i pm stanno ricostruendo i suoi ultimi mesi di vita per capire quando è iniziato il suo cambiamento ma non sono state disposte consulenze medico legali sulle sue condizioni psicologiche.

A fare maggiore luce forse potrebbe essere proprio la madre dell'uomo, che sta meglio e potrebbe essere dichiarata presto fuori pericolo anche se per ora rimane ricoverata nel reparto di rianimazione  dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Nello stesso reparto si trova anche il marito che però è più grave. Il 68enne è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico per estrarre la fiocina che era conficcata in profondità nel cranio ma è ancora in pericolo di vita.

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