Piazza San marco a Venezia di nuovo alle prese con allagamenti, invasa dall'acqua alta che per il terzo giorno consecutivo ha interessato la città. Anche oggi infatti l‘alta marea si è fatta sentire nel centro storico del capoluogo veneto ma a causa di una altezza non elevatissima non sono potute entrate in funzione le paratoie del Mose, la piattaforma che ha fatto il suo esordio proprio nelle scorse settimane settimana quando la marea ha superato i 135 centimetri replicando poi nei giorni successivi. Oggi si è toccato quota 105 centimetri e, come prevedono i protocolli di messa in funzione del Mose, la struttura non è stata attivata. Tutto il centro storico di Venezia dunque è stato allagato . Oltre ai 105 centimetri di Piazza San marco, si sono raggiunti i 110 centimetri di acqua al Lido e ben 112 centimetri, il massimo odierno, a Malamocco.

Una situazione che già si era presenta nei giorni scorsi e che, dopo l'esultanza e l'euforia per l'esordio del Mose, ha creato non pochi dubbie interrogativi sul funzionamento delle paratie che dovrebbe salvare Venezia dall'acqua alta. Molti quelli che chiedono che venga sollevato anche in condizioni di mare come quella di oggi anche se i costi sono molto elevati. Polemiche però si sono levate anche per lo stesso funzionamento delle barriere che di fatto interrompono la navigazione in zona, elemento essenze per una città come Venezia.

"È ora di cominciare a studiare la possibilità di sollevare il Mose per intero ma non in contemporaneità tra le tre barriere, per ottimizzare sia la salvaguardia di Venezia sia la navigazione" ha osservato ad esempio Cinzia Zincone, Provveditore alle opere pubbliche del Triveneto, parlando delle polemiche legate al blocco delle attività portuali per l'attivazione delle paratoie mobili. "Se possiamo ottenere lo stesso effetto di salvaguardia semplicemente sollevando la barriera di Malamocco con un lieve ritardo rispetto alle altre questa potrebbe essere una soluzione che consente di mitigare gli effetti sulla navigazione. Non può comunque diventare una regola perché la funzionalità delle soluzioni dipende di volta in volta dalle condizioni meteo-marine e atmosferiche" ha aggiunto Zincone.