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Caso sospetto di ebola in Sardegna, il paziente è negativo al test: l’annuncio del Ministero della Salute

Il MInistero della Salute ha reso noto che il paziente arrivato in Sardegna dal Congo con sintomi riconducibili all’ebola è risultato negativo al test per la malattia: “Il rischio in Italia resta basso”.
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Nessun caso di ebola in Sardegna: il paziente sospetto, rientrato sull'Isola dal Congo, è risultato negativo al test dopo aver mostrato sintomi riconducibili alla malattia. È quanto ha annunciato il Ministero della Salute.

Le analisi sono state condotte dallo Spallanzani di Roma. L'uomo, 46 anni, è rientrato in Italia sabato 30 maggio. È atterrato all'aeroporto di Cagliari Elmas dopo aver fatto scalo nella Capitale, e ieri, dopo aver accusato alcuni sintomi, tra cui febbre alta e cefalea, ha chiamato il 118 ed è stato portato in biocontenimento all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari per i necessari accertamenti diagnostici, così come previsto dai protocolli vigenti.

Il Ministero fa sapere di "restare in contatto con le autorità sanitarie della Sardegna" e conferma che "il rischio in Italia resta molto basso". Al momento la moglie del paziente si trova in isolamento a casa monitorata dalla Asl, come riporta l'Unione Sarda. che specifica che il 46enne non è stato bloccato a Fiumicino per una prima valutazione sanitaria da parte degli Uffici di sanità di frontiera, come indica il protocollo del Ministero, perché nel lungo viaggio aveva fatto scalo anche al Cairo, dunque, risultava in arrivo dall'Egitto.

Solo qualche giorno fa, infatti, era stata emanata un’ordinanza ministeriale che prevede che chiunque provenga, direttamente o indirettamente, con qualsiasi mezzo di trasporto, dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda – dove sono stati confermati 43 morti, 263 casi e oltre mille sospetti di ebola secondo dati ufficiali – o che sia stato in quelle aree fino a 21 giorni prima dell’ingresso in Italia, deve entro 24 ore compilare, firmare e inviare una dichiarazione al Dipartimento di prevenzione della Asl di residenza o domicilio, per tutti i controlli del caso.

Per quanto riguarda Ebola "in Italia non dobbiamo preoccuparci, ma dobbiamo occuparci. Il rischio di contagio in Italia è veramente irrisorio, però dobbiamo lavorare", è stato il commento del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, oggi a Morning News su Canale 5. "Il ministero della Sanità, in collaborazione anche con noi e con le nostre ambasciate, i nostri consolati nell'area, sta lavorando per adottare tutte le contromisure necessarie perché l'Ebola non arrivi da noi e siamo anche pronti a inviare esperti in Congo per poter contribuire alla lotta contro l'Ebola", ha aggiunto. "Poi naturalmente c'è l'organizzazione dei nostri ospedali e c'è un piano già pronto, perché è importante è che ci si occupi di un problema e ci sia un'attività di prevenzione molto forte", ha detto ancora il titolare della Farnesina. "Il Governo da questo punto di vista ha fatto tutto, ne abbiamo parlato con il ministro Schillaci, con il sottosegretario Mantovano, c'è una grande coordinazione fra di noi".

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