È il giorno della verità per il Mose di Venezia, il sistema di 78 paratoie mobili realizzato per proteggere la città dall'acqua alta: la procedura di sollevamento delle dighe mobili alle tre bocche di porto della laguna è iniziata stamattina alle 8.35 per concludersi alle 9 e 52, in quello che rappresenta in assoluto il primo collaudo in condizioni di alta marea. L'arrivo della perturbazione è in ritardo rispetto ai tempi previsti, ma le condizioni meteo-marine stanno peggiorando. Su Venezia spira un vento di scirocco a 30-40 chilometri orari e il Centro maree del Comune ha rivisto la previsione del picco di acqua alta a 125 centimetri, rispetto ai 130 iniziali, intorno a mezzogiorno. Il sollevamento del Mose si è completato poco prima delle 10 senza intoppi. "Il test è andato bene", ha detto all'ANSA il Provveditore alle opere pubbliche Cinzia Zincone. "Si apprezza una consistente differenza – spiega – di altezza dell'acqua tra la parte difesa dal Mose e quella che non lo è". Il test è stato giudicato positivamente: "Non filtra acqua", ha rassicurato Zincone.

L'ordine di sollevare il Mose è stato impartito stamattina alle 6 dal commissario straordinario al Mose, Elisabetta Spitz, insieme con il provveditore alle Opere pubbliche Cinzia Zincone, che ha dichiarato: "Pur trattandosi di un test funzionale, il più prezioso per l'acquisizione dei dati che servono per la messa a punto del sistema, è chiaro che questo evento rappresenta un giorno importante per la città, che comunque si ritroverà libera dalle acque alte grazie al Mose per la prima volta". Zincone ha aggiunto di "non poter nascondere, in questo senso, una certa emozione, anche se consapevole dello scopo primario di verifica" dell'operazione.

Da giorni il Centro Maree del Comune di Venezia aveva previsto acqua alta, tra i 135 e i 140 centimetri, per mezzogiorno di oggi. Le barriere hanno iniziato a sollevarsi alle 8 e 54 e nel giro di un'ora l'operazione si è completata senza intoppi. Fino ad oggi i comportamenti delle 78 paratoie erano stati testati solo quando l'acqua era in una fase di morto, ovvero con la minima escursione tra la marea massima e la minima. Stamattina invece per la prima volta in assoluto le barriere si sono sollevate in condizioni di acqua alta, dopo le le sirene di allarme hanno suonato con tre toni indicando ai veneziani che la marea annunciata sarebbe effettivamente arrivata.

Cos'è il Mose, tra scandali giudiziari e costi esorbitanti

Mose è un acronimo che sta per Modulo Sperimentale Elettromeccanico, ovvero una barriera fra la laguna di Venezia e il Mar Adriatico che dovrebbe essere in grado di evitare gli allagamenti in caso di acqua alta. Il sistema è stato pensato negli anni '80 ma solo nel 2003 sono cominciati i lavori per la sua realizzazione: l'opera dovrebbe essere completata per il 31 dicembre del 2021. In questi quasi 40 anni Venezia è stata allagata, con danni anche molto gravi, innumerevoli volte: il Mose dovrebbe avere un costo di circa 7 miliardi di euro e nella sua lunga gestazione ha conosciuto anche scandali giudiziari come quello che ha portato all'arresto dell'ex Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, dell'ex ministro dell'ambiente Altero Matteoli e di altre 35 persone per reati come la creazione di fondi neri, tangenti e false fatturazioni.