Domani il Mose potrebbe per la prima volta alzarsi per proteggere Venezia dall'acqua alta. Ieri il Provveditorato ai Lavori Pubblici ha approvato la procedura di emergenza per il sollevamento delle settantotto paratoie del Modulo Sperimentale Elettromeccanico in vista della prima alta marea dell'autunno, quella prevista per sabato 3 ottobre: il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune di Venezia segnala infatti che per per oggi, venerdì 2 ottobre, ci si deve attendere una punta massima di marea di 110 centimetri alle ore 23.55, mentre domani saranno probabili 135 centimetri alle 12.05. Il livello oltre il quale il sistema viene attivato è 130 centimetri quindi il Commissario straordinario al Mose Elisabetta Spitz e il Provveditore Cinzia Zincone potrebbero dare il "semaforo verde" all'attivazione del sistema di protezione di Venezia. "Al momento la previsione del nostro centro – spiega Zincone – è proprio 130 centimetri. Dovremo monitorare, fino al limite di 6 ore dall'evento (tempo tecnico di chiusura delle bocche di porto), perché dopo la procedura non è sarà modificabile". Domani mattina all'alba, quindi, verrà presa la decisione definitiva. Per la prima volta le 78 paratoie mobili potrebbero alzarsi tutte insieme in condizioni critiche dopo i collaudi degli ultimi mesi che, tuttavia, sono stati condotti con bassa marea e meteo sereno.

Come sono andati gli ultimi test sul Mose

Quello di domani potrebbe quindi essere il "giorno della verità" per Venezia. Se la marea di 135 centimetri verrà confermata per la prima volta il Mose si alzerà per difendere la città dalle onde. Si tratterà, comunque, di un test in condizioni di emergenza dal momento che il sistema sarà pronto e collaudato definitivamente non prima del dicembre 2021. Gli altri test eseguiti nei mesi scorsi lasciano ben sperare: il primo è stato svolto il 10 luglio, alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte; poi ci sono stati quelli del 7 agosto e dell’11 settembre, quando per la prima volta le paratoie sono state sollevate in modalità automatica. In quest'ultimo caso un problema di software ha causato un ritardo alla bocca di Malamocco. Il guasto tuttavia è stato risolto ed è lecito attendersi che ora tutto sia pronto. I tecnici guardano alla giornata di domani con moderata fiducia.