Va a fare il riposino pomeridiano, ma ha un malore nel sonno: bimbo di 3 anni muore in ospedale a Jesolo

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Un bambino di 3 anni è morto in ospedale dopo aver avuto un malore durante il riposino pomeridiano. Il bimbo è stato trasportato in pronto soccorso a Jesolo dopo che la mamma ha chiamato i soccorsi: la donna si è accorta che il bimbo era incosciente quando ha cercato di svegliarlo, intorno alle 16.

Un bambino di 3 anni è morto dopo un malore improvviso avuto nella giornata di ieri, martedì 17 marzo, mentre riposava nel suo lettino. Il piccolo, che viveva con la famiglia a Cavallino Treporti è stato trasportato al Pronto soccorso di Jesolo quando la mamma si è resa conto di cosa stava accadendo.

Il minore si era coricato nel suo lettino per il riposino pomeridiano. Intorno alle 16, i genitori hanno cercato di svegliarlo e si sono resi conto che il piccolo non reagiva agli stimoli e appariva privo di sensi. Immediato l'allarme ai soccorritori, che sono intervenuti in pochi minuti con un'ambulanza, supportati anche dall'elicottero attivato dalla centrale operativa del Suem. Il piccolo è stato trasportato d'urgenza al nosocomio di Jesolo.

Nonostante la corsa disperata in ospedale e il tentativo di salvargli la vita, il minore è deceduto al momento dell'arrivo in pronto soccorso. La notizia si è diffusa rapidamente nella zona di Treporti e in tutto il litorale, suscitando un grande dolore nei residenti. Durante le operazioni di soccorso, molti vicini di casa sono usciti in strada per capire cosa stesse accadendo e offrire il loro aiuto. Appena appresa la tragedia, in molti si sono stretti alla famiglia del piccolo, descritto come un bimbo dolcissimo e vivace.

La sindaca Roberta Nesto, contattando i famigliari, ha manifestato il cordoglio dell’ente e dell’intera comunità per la morte del piccolo. Al momento non è chiaro cosa sia successo: sul malore che ha provocato la morte del bambino si continuerà a indagare per capire da cosa possa essere stato provocato. Al momento però, la comunità si è chiusa nel silenzio per abbracciare la famiglia del bambino, sconvolta dall'intera vicenda e dalla rapidità con la quale i fatti si sono verificati in un pomeriggio apparentemente normale di marzo.

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