Trovati resti di un cranio sul Monte Cagno: potrebbe essere Marco Benso, l’ex dirigente scomparso nel 2024
Resti di parte di un cranio sono stati trovati sul Monte Cagno in Abruzzo. Potrebbe trattarsi di Marco Benso, l'ex dirigente romano di 85 anni di cui si sono perse le tracce dal 29 luglio 2024. Durante una vacanza a Rocca di Mezzo, località che raggiungeva ogni anno con la moglie, era uscito di casa per andare a fare colazione come ogni mattina in un bar, poi è stato visto accostare la recinzione della sua abitazione e dirigersi verso la cima del monte prendendo un sentiero. Non ha più fatto ritorno a casa. Ora quei resti trovati in zona potrebbero appartenere proprio a lui. La certezza si avrà dopo le analisi del Ris dei carabinieri che intanto in questi due anni aveva già acquisito il DNA dei parenti e quindi anche quello dell'uomo.
A trovare parte del cranio sono stati alcuni escursionisti. Fanpage.it ha sentito il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV che dal 2024 si occupa della sua scomparsa: hanno spiegato che il materiale trovato è una parte del cranio, che non sarebbe completo perché manca la parte della mandibola. L'ipotesi più probabile è che l'uomo quel giorno, mentre stava tornando a casa, abbia avuto un momento buio, come una crisi di memoria, e sarebbe andato avanti a camminare fino a cadere da qualche parte. Nell'estate del 2024 le ricerche avevano sempre dato esito negativo. Il corpo quindi potrebbe essere stato per due anni tra la vegetazione e preso d'assalto purtroppo da qualche animale del bosco, motivo per cui mancherebbero alcune ossa dal cranio.
Subito è stato lanciato l'allarme dagli escursionisti che hanno trovato i resti a circa 1.700 metri di quota, in una zona impervia e fuori dai sentieri battuti. I soccorritori e le forze dell'ordine hanno iniziato a cercare le altre parti del corpo ma ad oggi le ricerche hanno dato esito negativo. Le parti trovate però saranno sufficienti ad accertare se si tratti di Marco Benso confrontando il DNA con quello dei famigliari. Gli esami scientifici sono stati disposti dalla Procura dell’Aquila e affidati al Ris di Roma.