Giacomo Solinas, la mamma scrive alla Presidente della Sardegna: “Se è nella miniera cercatelo, non posso aspettare”
"Da quando Giacomo è scomparso, la mia vita si è fermata. Oggi c'è qualcosa che rende la mia attesa ancora più atroce: mio figlio potrebbe trovarsi nella miniera". A scrivere è Maria Lidia Pistis, mamma del 39enne scomparso l'8 luglio del 2023 dopo essere uscito di casa e aver salutato i genitori. Giacomo, come ha raccontato a Fanpage.it la madre, stava attraversando un periodo difficile dopo il rientro in Italia dall'Inghilterra e dal momento della sua scomparsa non ha più dato notizie. Sono state diverse le segnalazioni arrivate alla madre e alle forze dell'ordine in questi anni, ma sono pochissimi i nodi investigativi sciolti in questo lasso di tempo. Il primo riguarda proprio la miniera di Gonnesa, cittadina dove Giacomo viveva: l'ipotesi iniziale, mai vagliata però con delle ricerche in loco, è che il corpo del 39enne possa trovarsi proprio lì. Maria Lidia Pistis oggi chiede accertamenti all'interno della miniera e lo fa con una lettera alla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde.
"Mi rivolgo a Lei come madre e come privata cittadina, perché oggi non so più a chi chiedere aiuto – scrive Pistis nella lettera trasmessa a Fanpage.it -. Le scrivo con il cuore di una mamma distrutta dal dolore e con la poca forza che ancora riesco a trovare nell'amore immenso per mio figlio, scomparso a 39 anni da Gonnesa. Quando Giacomo è sparito, la mia vita si è fermata. Vivo in un tempo sospeso, fatto di attese, silenzi e domande alle quali nessuno riesce a dare una risposta. Ogni giorno mi sveglio con la speranza di poterlo ritrovare e ogni sera vado a dormire con la paura di dover affrontare un altro giorno senza sapere dove sia. Oggi c'è qualcosa che rende l'attesa ancora più atroce, ossia l'idea che Giacomo possa trovarsi nella miniera di Gonnesa".
"Come posso continuare ad aspettare sapendo che esiste la concreta possibilità che mio figlio sia lì? Come posso trovare pace sapendo che forse Giacomo è a pochi passi da noi e che ancora non è stato possibile accertarlo? Mi è stato detto che verranno effettuate le verifiche necessarie, ma il tempo passa e per una madre che cerca un figlio scomparso, ogni giorno è di angoscia, paura e disperazione". Nella lettera alla Presidente della Regione, Pistis ha poi chiesto di intervenire affinché gli accertamenti vengano compiuti con la massima urgenza. "Non le chiedo di sostituirsi agli organi competenti, ma le chiedo di fare tutto ciò che è nelle sue possibilità affinché nessun ostacolo burocratico, organizzativo o temporale ritardi ulteriormente la ricerca della verità".
La famiglia di Solinas nel frattempo ha dovuto recentemente fare i conti con un nuovo lutto: il papà del 29enne scomparso, Marco Solinas, è deceduto il 29 luglio.L'annuncio era stato fatto sui social due giorni dopo la tragedia dalla madre di Alessandro Venturelli, scomparso nel 2020 a Sassuolo. "La mia famiglia è stata completamente distrutta" ha continuato nella missiva, parlando poi per la prima volta della morte del marito. "Devo trovare il coraggio di dirLe qualcosa che ancora oggi faccio fatica a pronunciare: mio marito non ha retto il dolore e si è tolto la vita. Scrivere queste parole significa riaprire una ferita che non si è mai chiusa. Ho perso mio marito mentre mio figlio è ancora scomparso. Non ho avuto il tempo di elaborare una tragedia prima di dover affrontare quella successiva. Marco è morto schiacciato da una sofferenza che non riusciva a sostenere. Ora sono rimasta a cercare mio figlio e a piangere mio marito, cercando ogni giorno la forza per andare avanti".
"Presidente, non voglio che questa catena di dolore continui. Non voglio che una famiglia possa essere lasciata sola fino a quando non rimane più nulla da salvare. Per questo Le chiedo non soltanto di ascoltare la mia richiesta, ma di intervenire concretamente e con urgenza. Se davvero esiste una possibilità, anche soltanto una possibilità, che Giacomo si trovi nella miniera, Le chiedo di contribuire affinché si faccia immediatamente tutto il possibile per verificarlo. Ho bisogno di sapere dove si trova mio figlio. Ho bisogno di poter affrontare la verità, qualunque essa sia. Dopo quello che è successo a Marco, non posso accettare che il dolore e la disperazione continuino a travolgere la nostra famiglia.
Ho già perso troppo: ho perso mio marito e ogni giorno vivo con il terrore di aver perso anche mio figlio senza sapere ancora dove sia. La nostra famiglia ha già pagato un prezzo immenso, ora abbiamo bisogno che le istituzioni ci tendano una mano".