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Trovano un sacco nero con “resti umani”, ma era una bambola fatta a pezzi: la curiosa scoperta a Porto Cesareo

Gli operatori di Legambiente, insieme agli ispettori ambientali, hanno trovato un sacco nero contenente quelli che sembravano resti umani. Ma in realtà si trattava di qualcosa di molto meno inquietante. Mino Buccolieri era presente al momento del ritrovamento: “Tra amici abbiamo definito il caso dollycidio”.
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L’insolito ritrovamento a Porto Cesareo. Foto di Legambiente Porto Cesareo ONLUS
L’insolito ritrovamento a Porto Cesareo. Foto di Legambiente Porto Cesareo ONLUS

La scena che si è presentata davanti agli occhi degli operatori di Legambiente di Porto Cesareo, in provincia di Lecce, nel parco Palude del Conte e Duna Costiera, era da film horror: "resti umani" di una donna ritrovati all'interno di un sacco nero conservato in un frigorifero abbandonato. È bastato poco per accorgersi che appartenevano a una "sexy doll" in silicone, una bambola per adulti.

Gli oggetti rinvenuti che riproducono piedi, mani e parti del corpo, considerando le sembianze e la consistenza del materiale molto simile alla pelle umana, hanno procurato un falso allarme perché scambiati per frammenti di cadavere.

A fare la "macabra" scoperta alcuni ispettori ambientali e operatori di Legambiente del territorio salentino nell'ambito delle attività di monitoraggio ambientale del territorio, finalizzate alla prevenzione e al contrasto dell’abbandono illecito di rifiuti ingombranti nelle aree rurali.

Secondo quanto riferito dagli stessi volontari sui canali social del circolo di Legambiente di Porto Cesareo, la consistenza del materiale avrebbe inizialmente tratto in inganno gli operatori, anche per l’aspetto particolarmente realistico di alcune parti.

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Successivamente, però, gli approfondimenti hanno chiarito la natura del materiale: non si trattava di reperti anatomici, bensì di una serie di oggetti in materiale elastico, verosimilmente appartenenti a una bambola realistica in silicone, comunemente reperibile anche online.

Superato il momento di shock tutti i presenti hanno potuto tirare un respiro di sollievo.

Sulla loro pagina Facebook, i protagonisti descrivono l'accaduto: "I nostri ispettori ne hanno visti di rifiuti strani! Ma questo li supera tutti!", e aggiungono: "Meno male che si è trattato di un altro abbandono (insolito) di rifiuti in natura. Quale mente avrà mai potuto ideare tutto questo?"

Fanpage. it ha sentito Mino Buccolieri, che era presente al momento del ritrovamento e ci racconta: "Sono un ispettore ambientale, un pubblico ufficiale a tutti gli effetti, sabato scorso in una località periferica del Comune di Porto Cesareo, quasi in aperta campagna, ci siamo imbattuti in questo elettrodomestico (un frigorifero) adagiato orizzontalmente a m0′ di ‘bara', l'apertura era dal basso verso l'alto. Spesso, durante le ispezioni troviamo degli elementi che ci riconducono ai legittimi proprietari ma in questo caso non c'era nessuna traccia. C'era soltanto questo enorme sacco nero allacciato e quando la mia collega ha provato ad aprirlo ha fatto un salto indietro per lo spavento".

E ancora: "Eravamo in procinto di chiamare il 112, perché all'interno c'erano pezzi di corpo umano. Ma l'assenza di sangue ha attirato la nostra attenzione e ci siamo resi conto che si trattava di una sexy doll, credo che qualcuno l'abbia avuta come ‘compagna di vita' e poi se ne sia sbarazzato! Tra amici abbiamo definito il caso: dollycidio". Cosa se ne faranno adesso di quella bambola fatta a pezzi? "L'abbiamo segnalato alle autorità preposte e a breve sarà predisposto il ritiro e lo smaltimento", ci ha spiegato.

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