Lo hanno preso a calcio e hanno "palleggiato" con il suo corpo fino a ucciderlo. Indignazione per la morte di un riccio ad opera di alcuni adolescenti che non solo lo hanno torturato ma hanno anche filmato quella scena e postato il video online. L'episodio si è verificato a Ciriè, a pochi passi da Torino, nel pomeriggio di sabato,  per essere poi "postato" sulla rete ed in particolare su Facebook nelle ore successive. Dopo le sevizie il povero animale è stato incastrato anche tra le traversine dei binari della ferrovia Ciriè Lanzo, nei pressi del passaggio a livello di via Biaune, affinché venisse schiacciato dal primo convoglio in arrivo. Il materiale è finito nella denuncia presentata ai carabinieri dalla Lida, Lega Italiana dei Diritti dell'Animale, di Ciriè Valli di Lanzo. A darne notizia è stata proprio la responsabile della locale sezione Lida Laura Masutti.

"Ho recuperato il riccio preso a calci a Ciriè, naturalmente era morto", ha scritto nel post che accompagnava le immagini dell'accaduto. "E' stato commesso un atto criminale per una manciata di like sui social", ha commentato ancora a Tgcom24. Sono così partite le indagini delle forze dell'ordine per identificare i responsabili. Si tratterebbe di almeno tre minorenni che, proprio grazie alla diffusione del filmato, pubblicato per denunciare il fatto su Facebook, sono ricercati dai carabinieri. Al momento, come riporta La Stampa, è stato denunciato solo uno studente di Barbania di 14 anni che ha pubblicato sul suo profilo Instagram il filmato dell’impresa. L'accusa a suo carico sarebbe di uccisione di animali. Del caso è stato interessato il tribunale per i minori. "Sono profondamente inorridita che dei bambini/ragazzini – ha concluso Masutti – siano nostri concittadini, forse vicini di casa, che vediamo tutti i giorni e che forse abbiamo visto sui passeggini con le loro mamme, apparentemente famiglia per bene. Genitori che crescono dei piccoli mostri senza pietà, senza sentimenti, senza coscienza, senza futuro".

Sulla vicenda sono intervenuti anche gli Animalisti Italiani, che pure hanno denunciato l'accaduto. "Resto con l’amaro in bocca – ha dichiarato il Presidente, Walter Caporale – per le parole dell’adolescente che afferma di aver torturato il povero riccio per divertimento. Un vuoto interiore e morale che lascia basiti. I genitori hanno un’enorme responsabilità perché incapaci di insegnare a questi giovani il rispetto della vita. Secondo l’FBI, il 90% di chi tortura animali da giovane, sarà poi violento, sadico e crudele con donne e bambini. In Italia questo criminale non farà un giorno di galera. Noi Animalisti Italiani chiederemo comunque giustizia con una denuncia e la richiesta di costituzione di parte civile al processo". Il vicepresidente Riccardo Manca ha aggiunto che "sottovalutare crimini di questa portata equivale ad avallare l’intero sistema che normalizza la sopraffazione, lo sfruttamento e la violenza su chi è più debole.Dall’inettitudine della presunzione umana ha origine ogni male del mondo".