L'Italia entra ufficialmente in zona "critica" per quanto riguarda il tasso di occupazione delle terapie intensive per Coronavirus. Secondo l'ultimo bollettino sull'emergenza Covid diffuso dal ministero della Salute, ad oggi si contano 2.225 pazienti positivi al Covid ricoverati in terapia intensiva, in aumento rispetto a ieri di 203 unità. Il ministero della Salute aveva fissato l'asticella al 30 percento di posti letto occupati, mentre con i dati di oggi dell'emergenza Covid nel nostro Paese il tasso nazionale passa dal 29 al 31 percento. In questo modo, appunto, si supera la soglia oltre la quale c'è il rischio che il sistema non riesca a garantire il trattamento anche per i pazienti gravi non Covid.

Il tasso di occupazione delle terapie intensive regione per regione

Questo è quanto emerge dal cruscotto di monitoraggio dell'Agenas, aggiornato alle 17 di oggi 3 novembre 2020. Nel dettaglio per regione, spicca la Valle d'Aosta, dove il tasso è addirittura del 66 percento. In Provincia di Bolzano il tasso è al 51 percento, in Umbria arriva al 49 percento, in Campania è del 44 percento. La Lombardia, regione più colpita per numero di contagi dall'inizio della pandemia, ha il 45 percento di posti occupati, la Toscana il 41 percento, le Marche sono al 37 percento come il Piemonte, la Liguria è al 31 percento. Vicina al limite del 30 percento anche l'Emilia Romagna, con il 27 percento, seguita da Abruzzo e Puglia al 26 percento, Sardegna e Sicilia al 25 percento, Provincia di Trento al 24 percento, Lazio 23 percento, Friuli Venezia Giulia al 22 percento, Molise al 20 percento. Veneto, Calabria e Basilicata in fondo alla classifica per posti occupati in terapia intensiva, con un tasso al 17 percento.