Uccisa dall’ex sull’A1, la mamma di Lorena Isceri: “Era tornata in Puglia perché aveva paura di lui”

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Lorena Isceri e Federico Vella.
Lorena Isceri, uccisa dall’ex compagno Federico Vella, aveva paura del 36enne. A raccontarlo i familiari. “Aveva paura di lui, quest’estate era stata giù da noi perché aveva troppa paura”, ha spiegato la madre della 45enne. La Procura indaga e ipotizza la premeditazione.

"Aveva paura di lui, quest'estate era stata giù da noi, in Puglia, perché aveva troppa paura". A fare questa rivelazione su Lorena Isceri, uccisa ieri in A1 dal suo ex compagno Federico Vella, 36 anni, è la mamma della donna.

Anche altri familiari e le sue amicizie confermano il timore che la 45enne provava nei confronti dell'ex partner che l‘ha gettata da un cavalcavia e poi si è tolto la vita. "Non voleva denunciarlo, era troppo buona e non poteva immaginare quello che sarebbe accaduto", aggiunge la zia. "Avevamo paura, ma non ci saremmo mai aspettati che sarebbe arrivato a questo punto", dice il fratello.

"L'avevo avvisata che l'avrebbe aspettata sotto casa. Fino a ieri le avevo chiesto di andare dalle forze dell'ordine, di denunciare. Ma lei mi rispondeva che ne sarebbe uscita da sola. Era una donna eccezionale, mentre lui si era rivelato un dottor Jekyll e Mr.Hyde", ha raccontato Samanta, amica di Isceri.

I due, lei un lavoro in un'azienda farmaceutica specializzata in medicina veterinaria, lui un impiego in una ditta di autonoleggi, a quanto si apprende, conosciuti in palestra a Firenze, città dove entrambi risiedevano. Una storia che si sarebbe conclusa ad agosto, dopo che erano stati insieme in vacanza in Grecia.

Sul caso la Procura ha aperto un fascicolo ipotizzando l'omicidio volontario contro ignoti, un atto dovuto per riuscire a svolgere gli accertamenti, anche medico legali, utili a ricostruire la drammatica vicenda. Lunedì prossimo sarà disposta l'autopsia che dovrà stabilire se la donna sia deceduta prima o dopo l'impatto al suolo.

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Federico Vella e Lorena Isceri.

Autopsia che sarà effettuata anche sulla salma di Vella, per capire se l'uomo avesse assunto qualche sostanza stupefacente. Intanto, in base a quanto finora ricostruito, sembra che Vella avrebbe pianificato in ogni dettaglio l'aggressione. Nella vettura sono state rinvenute fascette elettriche, che sarebbero state utilizzate per legare i polsi alla donna, e del nastro adesivo.

Vella, secondo quanto ricostruito, avrebbe teso un agguato alla vittima nel garage di cui la donna aveva la disponibilità, nei pressi di via Panciatichi, alla periferia di Firenze. Dopo aver coperto con lo scotch le cellule fotoelettriche per evitare che le porte si chiudessero, ha atteso la donna. Poi l'ha aggredita e caricata nel bagagliaio dell'auto di Lorena ed è partito.

Nel bagagliaio l'uomo ha riposto anche la borsa della ex che cosi è riuscita, col suo telefono, è stato oggi ricostruito, a contattare il 112 per chiedere aiuto: una telefonata durata una ventina di minuti con la centrale operativa del numero di emergenza. Proprio dalla registrazione della chiamata si sentirebbe, prima che la chiamata si interrompa, l'uomo che dice: "Cosa stai facendo?".

La donna potrebbe aver tentato di contattare anche un amico e la madre: la certezza potrà aversi solo dopo aver esaminato il cellulare finito sotto sequestro insieme a quello di Vella e alla vettura su cui i due hanno viaggiato insieme per l'ultima volta.

"È una tragedia immane per tutta la comunità . Una famiglia piegata da un dolore insopportabile per la perdita così violenta di una figlia che tutti definiscono una ragazza straordinaria e speciale", commenta Mario Pede, sindaco di Squinzano (Lecce), paese di cui era originaria la 45enne.

La sua è una famiglia nota e "ben inserita nel tessuto sociale e produttivo di Squinzano, moderata, perbene – aggiunge il primo cittadino – e anche suo fratello, che dovrebbe essere di poco più grande di lei, ha un negozio di elettronica". La notizia del delitto ha scosso la comunità.

"Non ho avuto il piacere e l'onore di conoscere Lorena perché da diversi anni si è trasferita lontano da qui, ma so che era una una dirigente nel settore della Medicina veterinaria: dedita nello studio e molto impegnata nel lavoro", continua il sindaco che ha annunciato il lutto cittadino per il giorno dei funerali.

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