Non fu un incidente la morte di Angela De Rosa, la ventenne deceduta per dissanguamento nel 6 gennaio 2018, a Bari. Ivan Bufano, 23 anni, compagno della donna, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio preterintenzionale per i fatti accaduti il giorno dell'epifania, un anno fa, nel quartiere Catino di Bari. Angela, infatti, si ferì mortalmente sbattendo contro il portone a vetri del palazzo, per sfuggire al compagno che la strattonava durante una lite. La discussione tra i due era cominciata già in auto, dove Bufano aveva "ripetutamente picchiato, con pugni e gomitate" la ventenne, madre di un bimbo di quattro mesi.

Il litigio era poi proseguito sul portone di casa dei genitori di lui, dove l'uomo aveva preso a strattonare Angela per trattenerla a sé. Così, nel tentativo di divincolarsi, la ragazza è sbattuta contro il portone e si è ferita con un frammento di vetro infranto. Immediata la corsa all'ospedale, ma la ferita all'arteria femorale non le ha lasciato scampo. Angela, infatti, è morta dissanguata di lì a poco, nonostante fosse stata prontamente soccorsa in ospedale e sottoposta a un intervento chirurgico al policlinico di Bari.

All'epoca Bufano si difese sostenendo che si era trattato di un incidente e riferendo che Angela si era ferita perdendo l'equilibrio e cadendo. L'accusa formulata contro di lui dalla Procura di Bari dopo opportuni accertamenti, tuttavia, fu quella di omicidio preterintenzionale. Agli atti dell’indagine, contro di lui, infatti, c'erano i video delle telecamere di sorveglianza poste davanti al portone. Le immagini, che combaciavano con la ricostruzione della dinamica emersa dell'autopsia sul corpo della vittima, hanno confermato le accuse. Bufano, in poche parole, pur non avendo voluto ucciderle la compagna ne avrebbe causato la morte con le proprie azioni. L'udienza si terrò il 10 gennaio 2020.