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10 Settembre 2019
15:27

Stupro di Vittoria, Sergio Palumbo trasferito in un carcere dedicato ai criminali sessuali

Sergio Palumbo, il giovane di 26 anni che ha sequestrato una ragazza per poi abusare per ore di lei nei pressi del cimitero di Vittoria, in Sicilia, è stato trasferito dal carcere di Ragusa a quello di Caltagirone, dove esiste un’apposita sezione per i crimini sessuali.
A cura di Davide Falcioni
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Sergio Palumbo, 26 anni (Facebook).
Sergio Palumbo, 26 anni (Facebook).

Sergio Palumbo, il giovane di 26 anni che ha sequestrato una ragazza per poi abusare per ore di lei a Vittoria, in Sicilia, è stato trasferito dal carcere di Ragusa a quello di Caltagirone, dove esiste un'apposita sezione per i crimini sessuali. Il 26enne è stato tratto in  arresto ed è accusato di sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina. L'uomo, già condannato mesi fa per fatti analoghi e con soltanto l'obbligo di dimora da rispettare, avrebbe violentato una trentenne fermata per strada con una scusa: "Mia moglie sta male, fammi chiamare". Contro il provvedimento di custodia cautelare in carcere Gianluca Nobile, avvocato si Palumbo, sta valutando di presentare un ricorso al tribunale del Riename.

Nel frattempo la commissione straordinaria del comune di Vittoria, comune sciolto per mafia, ha espresso solidarietà alla vittima dello stupro. "Siamo vicini alla giovane, la cui vita è stata irrimediabilmente segnata da uno dei reati più odiosi – dichiarano i commissari Filippo Dispenza, Giovanna Termini e Gaetano D'Erba – e le manifestiamo la nostra piena, sincera e incondizionata solidarietà. Fatti come quello accaduto una settimana fa devono indurre ciascuno di noi a una seria riflessione e ad una presa di coscienza collettiva, che chiami in causa responsabilità, valori, etica. Un episodio esecrabile e devastante come questo richiede una ribellione corale da parte di tutta la città: la giovane vittima è figlia, sorella di ciascuno di noi, e nessuno può voltarsi dall'altra parte e fingere di non vedere l'orrore". La commissione ha concluso: "La città non deve più essere ostaggio di questa protervia criminale. I cittadini perbene, che sono la stragrande maggioranza, devono assolutamente ribellarsi a questi gravissimi episodi di violenza e arroganza, manifestando apertamente solidarietà alle vittime".

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