Caduto dalla nave per un malore mentre l'imbarcazione stava facendo un giro di routine, tra il porto di Tauranga in Nuova Zelanda e l'Isola d'oltremare Pitcairn. Vidam Perevertilov è caduto in mare proprio mentre la sua nave si trovava in mezzo al Pacifico. L'incidente sarebbe avvenuto lo scorso 12 febbraio alle 4 di notte. Il marinaio era uscito all'aperto per riprendersi da un giramento di testa durante un turno di guardia notturno in sala macchine.

L'uomo è finito in acqua dopo aver per i sensi: secondo quanto raccontato dal figlio, non ricordava di essere finito in mare. Non ricorda la caduta, ma solo il momento in cui ha realizzato di essere in mare. Avrebbe visto la sua nave allontanarsi, senza accorgersi di quanto fosse avvenuto. L'equipaggio si è accorto della sua assenza soltanto sei ore dopo, quando è stato dato l'allarme. Ha quindi invertito la rotta per soccorrerlo: il capitano ha anche chiesto aiuto via radio alle navi vicine.

Completamente solo ha preso la decisione di nuotare cercando di raggiungere la terra. Il marinaio ha comunque raccontato che distrutto dalla fatica e dal freddo ha lottato con tutte le sue forze pur di rimanere a galla e non affogare. Ha continuato a resistere finché un uomo ha notato il suo braccio tra le onde e ha sentito le sue urla. A quel punto è intervenuto subito per offrirgli soccorso e lo ha tratto in salvo in breve, esausto ma tutto intero. Perevertilov non aveva nulla alla quale aggrapparsi: era rimasto a galla fino all'alba per poi aggrapparsi ad un gavitello e decidere di nuotare verso un "puntino nero" che sosteneva di aver visto in lontananza

Provvidenziale invece l'intervento dell'imbarcazione. Ha resistito quattordici ore a galla nel Pacifico, ma presto avrebbe ceduto, lasciandosi affogare. Fortunatamente i soccorsi sono giunti in tempo, giusto un attimo prima che Perevetilov si lasciasse andare