SAVONA – Un altro episodio di nervosismo e tensione legato alle mascherine e al Covid che a due poliziotti in servizio a Savona è costato caro: entrambi sono stati selvaggiamente picchiati e hanno dovuto ricorrere alle cure dei medici, riportando ferite guaribili in 10/15 giorni. Ma cos'è successo ieri a Savona? Tutto a inizio quando la volante, impegnata in un servizio di controllo del rispetto delle norme anti Covid, specialmente assembramenti e mascherine nella zona dei giardini delle Trincee, invita un 30enne ecuadoriano a indossare i dispositivi di protezione. Al rifiuto di quest'ultimo, i poliziotti hanno insistito, ma l'uomo è andato completamente in escandescenza aggredendo gli uomini in divisa.

Nonostante le botte, gli agenti riescono ad ammanettare, almeno parzialmente, il 30enne che però riesce a divincolarsi e a fuggire. Nel frattempo attorno alla volante si raduna una piccola folla che invece di aiutare la polizia, inizia a inveire contro. Presto dalle minacce verbali, si passa alle violenze fisiche, così uno dei due agenti tira fuori la pistola ed esplode un paio di colpi di avvertimento in aria. Un gesto che non ottiene l'effetto voluto, quello di disperdere la piccola folla, che si ottiene solo all'arrivo di altre pattuglie.

Nel frattempo il 30enne riesce a fuggire e solo le manette sono state ritrovate per terra poco distante dal luogo dell'aggressione. Oggi però l'uomo è stato identificato e arrestato. Assieme a lui è stata denunciata anche una ragazza italiana di 20 anni e un altro ecuadoriano: per tutti le accuse sono di violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.