Rimarranno in carcere i neofascisti arrestati a Napoli per gli scontri contro la sinistra
La Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Napoli contro l'annullamento, deciso dal tribunale del riesame, dell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre giovani di estrema destra. La suprema corte ha chiarito che "ogni condotta violenta programmaticamente diretta a menomare il diritto all'uguaglianza, a circolare liberamente, ad associarsi e a manifestare il proprio pensiero si qualifica come sovversione del fondamentale ordinamento sociale dello Stato e, pertanto, è sanzionata dall'articolo 270 del codice penale (associazione sovversiva), anche se non sono pianificate azioni dirette contro istituzioni o forze dell'ordine". Nei confronti dei tre neofascisti l'imputazione è di associazione sovversiva e banda armata. Si tratta di tre personaggi di spicco dell'estrema destra napoletana, arrestati il 24 gennaio durante un blitz effettuato dalle forze dell'ordine contro esponenti di Casapound e Hcm Stupor Mundi, durante il quale – a vario titolo – finirono in manette dieci persone.
La Quinta sezione penale ha annullato l'ordinanza di scarcerazione decisa dal riesame, che aveva rivelato l'assenza di progettazione di azioni eversive contro istituzioni o forze dell'ordine. La Procura nel ricorso ha sostenuto che il reato di associazione sovversiva non debba "necessariamente accompagnarsi alla distruzione o alla destabilizzazione delle strutture politiche fondamentali dello Costituzione", ma riguarda anche "le formazioni sociali nelle quali si svolge la personalità dell'uomo".
La Cassazione rimarca come i fatti imputati siano stati compiuti nell'assenza di "confronto democratico, in vista del ricorso ad una strategia violenta di repressione di appartenenti a gruppi di diversa ideologia". Emerge "un'opera di proselitismo e di indottrinamento all'ideologia neofascista che illumina il significato delle condotte tenute. Le manifestazioni di violenza, ideologicamente sorrette e finalizzate all'affermazione sulla contrapposta compagine politica della sinistra antagonista che aveva occupato la facoltà di Lettere e Filosofia non possono essere relegate al rango di scontri tra contrapposte bande, divise dalle più futili ragioni di diversità".