“Se c'è il rischio che adesso la gente venga qui solo per fare un giro? No, assolutamente. La comunità dei lettori è una comunità sensibile e intelligente. E poi non si diventa lettori da un giorno all'altro”. A sostenerlo con convinzione è il titolare della libreria Ulisse di via degli Orti, a Bologna. Una libreria come tante altre in Italia che, dopo l'ultimo Dpcm dei giorni scorsi, oggi ha potuto finalmente riaprire al pubblico, ovviamente con tutte le precauzioni necessarie. Mascherine, igienizzante per le mani, clienti che entrano un po' alla volta e distanza di sicurezza di almeno un metro. “Abbiamo avuto una risposta incredibile, penso che questa sia stata una scelta anche un po' politica e io la condivido -continua il libraio bolognese- finalmente si è parificato il libro ad un bene di prima necessità”. Ma chissà se tutto la stanno prendendo davvero così seriamente, perchè nonostante le sue perplessità a riguardo, non è da escludere che adesso le librerie lungo tutto la penisola non diventino il nuovo spazio d'evasione per chi è confinato in casa.

“Stiamo lavorando al servizio, evidentemente non si può ancora girare liberamente tra gli scaffali come al solito” spiega invece uno dei referenti del Libraccio, nel centro della città emiliana. Il suo punto vendita è aperto, altri, appartenenti a catene come Feltrinelli, Giunti o CoopLibri, hanno invece preferito tenere ancora chiuso. “Se succede che qualcuno si ferma un po' troppo lo invitiamo cortesemente a prendere coscienza del fatto che non siamo in un momento qualsiasi -continua-. Aprire le librerie è stata una scelta anche un po' simbolica? Forse si” ammette.

Fra le altre attività che hanno potuto riaprire i battenti, com'è noto ormai, ci sono anche cartolerie e negozi dedicati all'abbigliamento dei bambini. E anche in questo caso, almeno sondando la realtà commerciale bolognese, ci si è organizzati ognuno a modo proprio. Ad esempio, c'è chi tiene aperto solo al mattino, come i titolari della Cartoleria Snoopy, in via Mazzini. “Per il momento abbiamo deciso così proprio perchè lo scopo resta comunque quello di uscire il meno possibile” raccontano dal negozio. “Quanta gente è arrivata finora? Pochissima” ammette poi a metà mattinata.

Avrei preferito restare a casa almeno un altro mese, fino a quando non riaprivano anche gli altri: non so fino a che punto ci sia tutta questa necessità” spiega invece la titolare della Cartoleria Felsinea, proprio all'ombra delle Due Torri. Per riprendere le attività qui ci si è organizzati sempre con ingressi limitati, mascherine, guanti e un plexiglass davanti al bancone. “Io sono aperta solo al mattino, mentre al pomeriggio continuo come stavo facendo finora, cioè a domicilio o su appuntamento” dice infine la titolare di un negozio per bambini in via Santo Stefano. “Non si può provare o se lo fa, ma a casa, poi devo disinfettare le scarpe. Certo, questo probabilmente sarà il futuro anche quando potremo riaprire normalmente -conclude- però averci permesso adesso di riaprire credo che non sia servito, no”.