L'inchiesta Bloody Money, a firma di Sacha Biazzo e Francesco Piccinini, si sposta in Veneto. Nunzio Perrella, infiltrato per Fanpage.it nel ciclo dei rifiuti, viene contattato da un pregiudicato, che introduce l'ex camorrista a un contatto successivo: una latitante che rappresenta il primo gancio per introdurre l'ex camorrista negli ambienti politici e imprenditoriali del Nord-est. Sarà questa latitante a fungere, in qualità di segretaria, da tramite per la figura centrale di questa parte dell'inchiesta, ossia Maria Grazia Canuto, sedicente ex docente di criminologia ambientale che, in un secondo momento, porterà Perrella di fronte al Ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e ai vertici locali di Confindustria. In tal senso la Canuto rappresenta la "Dama di mezzo", una figura non dissimile a quella che Massimo Carminati si attribuisce quale "abitante" della Terra di mezzo, ossia del mondo che si trova tra "i vivi sopra e i morti sotto". Da un lato la lussuosa imprenditoria veneta, dall'altro la criminalità organizzata.

Se fosse una fiction, sarebbe un colpo di scena ciò che segue al primo contatto telefonico tra Perrella e la segretaria della Canuto. I due fissano un incontro, ma al tavolo non si presenta la segretaria. La latitante ha avuto un contrattempo: investita da un'altra inchiesta a causa del figlio, trovato in possesso di un kalašnikov, non si è potuta presentare. Al tavolo Perrella trova direttamente Maria Grazia Canuto, che, nel corso di successivi incontri, ci propone di entrare in società per gestire un grande terminal di stoccaggio di prodotti derivati dal petrolio. Si tratta di un'area a Marghera dal valore di 4-500 milioni di euro e di proprietà di un noto imprenditore del Nord-est, che successivamente Perrella ha modo di incontrare.

Dopo le parole, i fatti. La Dama di mezzo deve "dimostrare" a Perrella di poter svolgere la funzione di intermediaria tra i due mondi. Ci invita ad un convegno a cui partecipano alcune tra le figure più importanti dell'imprenditoria locale e della politica nazionale. A margine dell'evento, la donna ci presenta al Ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e ai vertici locali di Confindustria, presso i quali perora il business dello stoccaggio di Marghera. Dimostrata la sua capacità di interloquire direttamente con politici e imprenditori, la Dama di mezzo e Perrella possono parlare di denaro e dare seguito a quanto detto nei precedenti incontri. Maria Grazia Canuto chiede al nostro infiltrato 2,8 milioni di euro per entrare nell'affare. È nel corso di questi colloqui che Perrella precisa la natura di quel denaro. Si tratta di soldi della camorra, spiega alla Dama di mezzo. Soldi sporchi di traffici illeciti e di azioni criminali, ma la donna non si scompone e assicura che "non c'è problema".

È il momento di saldare il conto. La consegna del denaro avviene in un bar di Mestre alla presenza della Dama di mezzo e dell'imprenditore proprietario del sito di Marghera. Nel trolley ci dovrebbero essere, nell'attesa della coppia, 2,8 milioni di euro. Perrella all'interno vi ha inserito alcune confezioni di "paccheri": non solo un particolare tipo di pasta di grano duro, ma, secondo il suo significato in napoletano, un vero e proprio "schiaffo", metafora dell'inchiesta.

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