Maria Grazia Canuto nel quarto video di "Bloody Money".
in foto: Maria Grazia Canuto nel quarto video di "Bloody Money".

È Maria Grazia Canuto la protagonista del quarto video dell'inchiesta sui rifiuti "Bloody Money" di Fanpage.it. Sedicente ex docente di criminologia ambientale e moglie di un colonnello dell'Esercito, la Canuto, 56 anni e originaria di Casale sul Sile, in provincia di Treviso, è la Dama di Mezzo che nel corso del lavoro realizzato dal giornale diretto da Francesco Piccinini, a firma di Sacha Biazzo, mette in contatto Nunzio Perrella, ex boss di camorra, con ambienti imprenditoriali e politici di Padova e non solo. Grazie a lei il nostro infiltrato riesce, infatti, ad ottenere un incontro persino con Gian Luca Galletti, il ministro dell'Ambiente. Dopo aver causato un vero e proprio terremoto in Campania, con una indagine in corso da parte della Procura di Napoli e le dimissioni di tre dei personaggi pubblici coinvolti, l'inchiesta di Fanpage.it arriva così in Veneto, dove in ballo c'è un grosso progetto industriale a Marghera.

Perché Maria Grazia Canuto è la "dama di mezzo"

Se si cerca in rete, sul conto di Maria Grazia Canuto si trova ben poco, anzi, si potrebbe dire nulla ad eccezione di un video caricato su YouTube nel 2011 che ne immortala un intervento nel corso di una conferenza a Taranto sul tema "Lo sviluppo sostenibile dal locale al globale e la riconversione ecologica dell'economia e della società in vista della Conferenza dell'ONU sul clima di Durban". D'altronde, lei, sedicente ex docente di criminologia ambientale a Padova, era considerata un'esperta in materia. Nel quarto video dell'inchiesta sui rifiuti di Fanpage.it è stata ribattezzata come "la Dama di Mezzo". Il riferimento è alla teoria del "mondo di mezzo" che Massimo Carminati, tra i protagonisti delle vicende legate a Mafia Capitale, spiega in una delle intercettazioni effettuate dai Ros dei Carabinieri. Dialogo, questo, che ha poi dato il nome alla vasta operazione che ha portato negli anni scorsi a più di 100 indagati e 37 arresti con un vero e proprio terremoto negli ambienti imprenditoriale e politico della Città Eterna. "Mondo di mezzo" è una espressione rielaborata dai romanzi di Tolkien, autore ritenuto tra i riferimento culturali dell'estrema destra negli anni Settanta.

La dama di mezzo nel quarto video di Fanpage.it

L'inchiesta sui rifiuti di Fanpage.it si è spostata fuori dalla Campania. Nunzio Perrella, ex di boss di camorra, dopo aver incontrato imprenditori, politici e faccendieri campani, è volato in Veneto, dove è entrato in contatto con Maria Grazia Canuto. Dopo che è fallito un appuntamento con la sua segretaria personale, che intanto ha ricevuto un mandato di cattura e che è attualmente latitante, Perrella ha un confronto direttamente con l'ex docente, che funge da intermediaria per una cordata di imprenditori con l'obiettivo di concludere un affare riguardante un grosso progetto industriale a Marghera. La donna riferisce di essere ben inserita nei luoghi che contano del potere e, per potersi accreditare, ci conduce a un incontro con politici e imprenditori, perorando un affare col Ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e i vertici locali di Confindustria. La Canuto chiede per questa operazione 2,8 milioni di euro. "Questi sono soldi della camorra", viene avvertita, "sono soldi che vengono dalla droga", addirittura un sequestro del 2004, tiene a precisare l'infiltrato di Fanpage.it. "E che problema c'è?", è la sua risposta. La consegna del denaro avverrà poi alla presenza della Dama di Mezzo e di un noto imprenditore del Nord-est all'interno di un trolley, in cui sono stati posizionati pacchi di pasta (paccheri) a loro insaputa.

Rettifica

La Dama di mezzo si presenta in quanto ex docente di criminologia ambientale a Padova e, in un video su Youtube di una conferenza tenutasi a Taranto, viene introdotta in quanto tale. Sia l'Università di Padova che il Ciels negano la presenza nel corpo docenti della donna. In particolare il Ciels ha reso noto che la Canuto "non lavora e non ha mai lavorato al Ciels di Padova: la donna, coinvolta nell'inchiesta a puntate ‘Bloody money' di Fanpage, non fa parte del corpo docenti e non ne ha mai fatto parte, e non è quindi in alcun modo riconducibile o collegabile all'istituto di mediazione linguistica di Padova del quale Simone Borile – capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale a Padova – è direttore".