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Conflitto Israelo-Palestinese

Israele-Hamas, raid su Rafah e Gaza City: almeno 27 morti, tra cui bambini. Tajani: “Agire subito”

Almeno 27 persone, tra cui bambini, sono morti in seguito a raid notturni su Gaza City e Rafah, dove è imminente un’operazione di terra da parte dell’esercito israeliano. Oggi a Riad incontro del segretario di Stato Usa, Antony Blinken, con i ministri degli Esteri arabi ed europei in visita nel Golfo. Presente anche Tajani.
A cura di Ida Artiaco
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Notte di tensione nella Striscia di Gaza. Almeno 27 persone sono state uccise negli attacchi aerei israeliani verificati nelle scorse ore su Rafah e su Gaza City. Tra le vittime almeno cinque bambini. Uno di loro aveva pochi giorni di vita.

Proprio a Rafah, dove hanno trovato rifugio migliaia di sfollati palestinesi, è imminente un'operazione di terra israeliana ma un eventuale accordo fra Tel Aviv e Hamas per una tregua in cambio del rilascio di ostaggi potrebbe scongiurare l'attacco.

Cosa è successo a Rafah nella notte

Come riferisce Al Jazeera, è stata una notte estremamente difficile per i civili a Rafah, dove l'esercito israeliano ha preso di mira diverse aree con attacchi aerei. Almeno 27 persone sono state uccise, tra cui cinque bambini. L'emittente ha parlato anche di attacchi di artiglieria in altre zone del territorio, compreso il campo profughi di Bureij.

Nella notte sono proseguiti anche gli scontri tra combattenti di Hamas e soldati israeliani vicino a Nuseirat, nel centro di Gaza, dove, secondo quanto riportato dai media israeliani, almeno due militari israeliani sono stati uccisi mentre altri otto sono rimasti feriti. Tensione anche nelle città di confine, tra cui Beit Hanoon e Beit Lahiya nel nord, che hanno subito distruzioni diffuse durante la prima fase della guerra. Le forze israeliane hanno preso di mira anche le case di Gaza City, dove le persone sono ancora bloccate sotto le macerie.

A che punto sono i negoziati

Intanto, una delegazione di Hamas dovrebbe arrivare oggi in Egitto, dove risponderà all'ultima proposta di Israele per un accordo a lungo cercato sul rilascio degli ostaggi e una tregua nella Striscia di Gaza dopo quasi sette mesi di guerra. Egitto, Qatar e Stati Uniti cercano da mesi di mediare un accordo tra Israele e Hamas.

Tuttavia, una soluzione pare ancora lontana. Il funzionario del politburo di Hamas, Izzat al-Risheq, ha negato fonti anonime dell'organizzazione terroristica che ieri sera sul tardi alla Afp riferivano di non aver riscontrato grossi problemi sull'ultima proposta per la tregua. In una dichiarazione, ripresa da Haaretz, al-Risheq ha chiarito che "la proposta è ancora in fase di studio".

Oggi Blinken e Tajani a Riad: "Cessate il fuoco subito"

Oggi sarà una giornata importante anche perché il segretario di Stato americano, Antony Blinken, sarà a Riad per una serie di colloqui volti a promuovere un cessate il fuoco tra Israele e Hamas e ad aumentare gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Blinken, che successivamente visiterà la Giordania e Israele, incontrerà nella capitale saudita i ministri degli Esteri arabi ed europei in visita nel Golfo per discutere dei piani del "giorno dopo" per la ricostruzione della Gaza postbellica.

Secondo il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, "la maggior parte del lavoro è già stata fatta, abbiamo le grandi linee di ciò che pensiamo debba accadere sul fronte palestinese", ha detto dopo l'incontro con Blinken.

Sarà presente anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito che "su Gaza bisogna agire immediatamente". Intanto, sempre da Riad l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell a margine di un incontro del World Economic Forum ha affermato che diversi Stati dell'Unione Europea dovrebbero riconoscere la Palestina come Stato entro la fine di maggio. Alcuni Paesi Ue, tra cui il Belgio e la Spagna, avevano già annunciato l'intenzione di riconoscere congiuntamente la Palestina come Stato, riservandosi di decidere il momento più opportuno per farlo.

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