Quanto durerà l’ondata di freddo sull’Italia con piogge e nevicate: le previsioni meteo di Giulio Betti

Da qualche giorno l'Italia sta vivendo una fase di freddo intenso, con temperature invernali e nevicate anche a bassa quota. I fiocchi sono caduti in zone dell'Appennino dove da tempo non si vedeva la neve.
Per capire quanto dovrebbe durare ancora questa fase Fanpage.it ha intervistato Giulio Betti, climatologo e ricercatore del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). L'esperto ci spiega che sarà una "breve ondata di freddo".
Precipitazioni e neve ad alta quota previste per oggi, venerdì 9 gennaio
"È stato un bell'episodio freddo, con valori anche al di sotto delle medie, che però è destinato ad attenuarsi già nella giornata di oggi, venerdì 9 gennaio, quando correnti occidentali più miti raggiungeranno l'Italia centro-meridionale favorendo un sensibile aumento delle temperature", osserva Betti.
La neve cadrà sull'Appennino settentrionale ma solo a quote piuttosto alte, intorno ai 1400-1500 metri. E mancherà ancora una volta la neve sulle Alpi, soprattutto quelle centro-orientali, dove non sono previste nevicate. Venerdì soffieranno forti venti di Libeccio con mareggiate sulle coste tirreniche.
"Escludo totalmente che si verifichino fenomeni simili a quelli di questi giorni. Anzi, oggi tornerà a piovere su Lazio e Campania, zone dove nei giorni scorsi sono stati registrati disagi. Quindi, il consiglio è prestare attenzione anche a queste nuove precipitazioni", precisa.
Nuovo calo termico nel weekend: freddo in arrivo il 10 e 11 gennaio
Nella giornata di sabato 10 gennaio, invece, i valori caleranno di nuovo temporaneamente su tutta la Penisola, con qualche possibile rovescio di neve nella notte a quote relativamente basse (600-800 metri) nelle zone interne delle regioni tirreniche e nell’entorerra sardo.
È atteso anche forte maestrale con raffiche fino a 100 km/h sulla Sardegna settentrionale ed occidentale.
Domenica 11 gennaio la giornata sarà nel complesso buona ma molto fredda perché, spiega il climatologo, "giungerà un nuovo afflusso d'aria fredda dai Balcani che però non si assocerà a fenomeni particolari, potrebbe verificarsi qualche debole nevicata a quote molto basse sulle regioni centrali adriatiche".
Temperature in aumento a partire dalla prossima settimana
Tra le giornate di lunedì 12 e martedì 13 gennaio, anticipa l'esperto, è probabile un cambio di circolazione con prevalenza di correnti occidentali miti e con temperature che dovrebbero tornare ad aumentare stabilmente su gran parte dell'Italia.
"In queste ore sono stati fatti accostamenti acrobatici con il 1985 ma non c'è nulla di più lontano. – ci tiene a precisare – Quella che abbiamo visto è un'ondata di freddo breve con temperature al di sotto delle medie ma non c'è nulla di eccezionale. Nell'85 è stata molto più intensa ed estesa".
L'esperto ci spiega che l'inverno quest'anno è arrivato molto tardivamente "con un dicembre tra i più caldi mai osservati in Italia, anche se sono attesi dati ufficiali. Questi giorni ci hanno fatto assaporare quello che era l'inverno di una volta, da un punto di vista termico, però ribadisco, questa fase è destinata a finire tra domenica e lunedì".
E aggiunge: "Negli ultimi 10 anni gli inverni sono profondamente cambiati, diventando molto più brevi, e i primi freddi arrivano sempre più tardi. Dicembre spesso è quasi una coda dell'autunno".
"Questo è il prezzo che dobbiamo pagare per il cambiamento climatico che sta riducendo la durata della stagione ma anche il numero di episodi freddi. – conclude – Lo dice il fatto che ci emozioniamo di fronte a nevicate che fino a 30-40 anni fa erano considerate normali".