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6 Novembre 2015
16:03

Quando la Chaouqui promise a Sorrentino di fargli riprendere il Vaticano (e poi scappò)

Mentre Monsignor Balda, interrogato, scarica le responsabilità su Francesca Chaouqui la giovane pr calabrese (in stato di arresto ma lasciata a piede libero per la sua gravidanza) risulta coinvolta in un’altra inchiesta (questa volta della Magistratura italiana) insieme al marito per estorsione e intrusione informatica. E intanto fioccano numerosi “variopinti” episodi: dal pass intestato ad una zia morta per la ztl di Roma, ad un altro caso di intrusione in uno studio legale fino alla chicca delle ultime ore: la Chaouqui che finge di “aprire le stanze vaticane” alla produzione di un film. Pagando il biglietto d’ingresso e scomparendo all’arrivo delle guardie.
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Ogni giorno c'è una novità. Mai buona. Ha le sembianze della frana il percorso giudiziario di Francesca Immacolata Chaouqui, accusata dal Vaticano di essere con Monsignor Vallejo Balda il "corvo" che ha passato documenti riservati ai giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi. E mentre dalla Curia fanno sapere che ieri Monsignor Balda "con spirito collaborativo" ha risposto a tutte le domande disegnando un quadro molto diverso da quello reso alla magistratura vaticana dalla Chaouqui secondo alcune indiscrezioni Monsignore avrebbe confermato un solo "errore" adducendo gran parte dell'asportazione di informazioni e documenti proprio alla pr calabrese.

Ma il processo in corso in Vaticano (con la Chaouqui rilasciata perché in stato interessante, condizione inconciliabile con la detenzione) è solo uno dei filoni che si stanno aprendo sulla complessa personalità di questa giovane consulente partita da un minuscolo paese della Calabria e arrivata fino alla Commissione Pontificia: è di ieri la notizia dell'apertura di un'indagine a Terni a carico della Chaouqui e del marito Corrado Lanino (esperto informatico con collaborazioni anche presso la Santa Sede) per estorsione e intrusione informatica. Gli atti sono già in viaggio per la Procura di Roma, a cui l'inchiesta verrà trasferita per competenza territoriale e dipingerebbero un quadro a tinte fosche sulla "scaltrezza" dei due coniugi. Sempre ieri, Repubblica, ha raccontato di una denuncia per truffa ai danni della Chaouqui per essere entrata con la propria auto nella ZTL di Roma con (scrive il quotidiano) "un pass per invalidi addirittura intestato ad una zia morta già nel 2008". E qualcuno ora (come riporta Fiorenza Sarzanini su Il Corriere della Sera) racconta che già una volta i due (Chaouqui e marito) sarebbero stati ripresi da una telecamera di sicurezza nello studio di un avvocato in cui "la coppia era addirittura entrata di notte per carpire carte riservate."

Tutto questo mentre si indaga su alcune operazioni riconducibili a Giampietro Nattino, presidente di Banca Finnat (c'è già una rogatoria internazionale avviata dalla procura di Roma alla Svizzera) e sull'ex direttore generale dello IOR Paolo Cipriano e sul suo vice Massimo Tulli. Insomma: solo nei prossimi giorni si potrà avere un quadro completo su tutte le indagini in corso e sui loro eventuali collegamenti e quindi anche sullo scacchiere dei poteri che, tra rinnovamento e conservazione, si giocano la leadership alle spalle di Papa Francesco.

Certo che sulle vanità della Chaouqui erano in molti ad avere messo in guardia Papa Bergoglio e i suoi uomini fidati. Scriveva così il vaticanista de L'Espresso Sandro Magister il 26 agosto 2013:

A mettere in preallarme la segreteria di Stato, già nella primavera del 2012, erano stati alcuni articoli apparsi sul più diffuso quotidiano progressista italiano, "la Repubblica".
In essi si sosteneva che Paolo Gabriele, il maggiordomo di Benedetto XVI arrestato e condannato per aver rubato al papa un numero ingente di documenti riservati poi passati alla stampa, non era l'unico nella curia ad aver agito in quel modo, ma come lui e dopo di lui ce n'erano ancora in azione altri, tra i quali una donna.
Le "rivelazioni" relative a questa vicenda non facevano i nomi dei protagonisti. Compresa l'ultima e più rumorosa intervista anonima, apparsa su "la Repubblica" il 7 marzo 2013, pochi giorni prima del conclave che ha eletto papa Bergoglio.
L'intervistata, però, era una persona talmente ciarliera da vantare a destra e a manca di essere lei l'informatrice dei servizi di "la Repubblica": Francesca Immacolata Chaouqui, 32 anni, padre egiziano e madre calabrese, residente a Roma, sposata, addetta alle relazioni esterne dal 2007 al 2009 nello studio legale internazionale Pavia & Ansaldo, poi dal 2010 nello studio Orrick Herrington & Sutcliffe e infine dal 2013 nello studio Ernst & Young, con una vasta rete di relazioni vere o millantate con giornalisti, politici, uomini d'affari, prelati, cardinali.
Quando, in quei giorni di conclave, l'identità dell'anonima informatrice di "la Repubblica" giunse anche all'orecchio del sostituto segretario di Stato, l'arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, questi protestò con il giornale. Su cui in effetti cessarono di uscire altri articoli visibilmente riconducibili alla "fonte" Chaouqui.

E sempre a proposito di strabordante vanità in queste ore si è saputo di un'ulteriore episodio della variopinta Chaouqui: si tratta di una sua collaborazione con un'importante casa di produzione romana che si è occupata di un film del regista (già premio Oscar) Paolo Sorrentino. Sapendo che uno dei loro film aveva bisogno di ambientazione vaticana la giovane pr calabrese si era offerta come passe-partout degli ambienti della Santa Sede dichiarando (come spesso succedeva) una vicinanza quasi famigliare con Papa Francesco. Si decise così di fissare un appuntamento per un sopralluogo ai musei vaticani a cui partecipano la Chaouqui e alcuni tecnici della produzione. Raccontano che i tecnici e la Chaouqui si misero in fila insieme alla moltitudine di turisti ed entrarono pagando il biglietto. Fatto che risultò ancora più "strano" ai presenti quando notarono che anche il "gancio" Chaouqui aveva pagato per entrare, come un normale turista dal mondo. All'interno i tecnici chiesero alla pr di poter prendere alcune misure dei locali (ovviamente per valutare la fattibilità tecnica delle eventuali riprese) e lei con sicumera rispose "certamente sì". Mentre i tecnici erano intenti a prendere misure e proporzioni sono stati fermati dalle guardie vaticane che, piuttosto sorprese, hanno chiesto sia stessero facendo. "Siamo qui con lei", è stata la risposta dei tecnici. Ma lei non c'era più: in quell'occasione raccontano che Francesca Chaouqui si fosse dissolta. Sparita. Dicono.

Anche i "corvi" ormai sembrano avere perso il loro misterioso prestigio, in quest'ultimo giro di Vatileaks.

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Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche "Le uova nel paniere" e "L'eroe del giorno" e realizzando il format video "RadioMafiopoli". Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.
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