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In Italia è stata superata la cosiddetta soglia critica della disponibilità di posti letto in ospedale: secondo quanto rilevato dall'Agenas, la metà dei posti letto nei reparti ordinari degli ospedali italiani è infatti occupata da pazienti Covid. Il 50 per cento dunque, così mostrato anche da un grafico, quando il limite di rischio è fissato al 40 per cento dal ministero della Salute.

Occupati 30.914 posti letto 62.370 disponibili negli ospedali italiani

Secondo quanto rilevato dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali i dati fanno riferimento alla giornata di ieri venerdì 13 novembre quando sono stati 40.902 i nuovi contagi da Coronavirus registrati su tutto il territorio italiano. A ieri i ricoverati in reparto, dunque che non si trovano in condizioni critiche, erano 30.914, a fronte di una disponibilità totale di posti letto di 62.370. La percentuale dei letti occupati fa riferimento dunque ai reparti ordinari ed esclude le terapie intensive che rientrano in un conteggio diverso. Si tratta di un dato piuttosto allarmante se si pensa che i posti in ospedale per i pazienti che non necessitano di cure legate al Covid sono dunque la metà. Inoltre se si guarda ai singoli dati regionali, ci sono regioni che presentano situazioni piuttosto critiche.

Posti letto occupati negli ospedali: in 14 regioni superata la soglia critica del 40 per cento

Nello specifico sono 14 le regioni italiane che stando ai dati rilevati ieri da Agenas hanno superato la soglia critica del 40 per cento di occupazione posti letto. La provincia di Bolzano è quella maggiormente colpita dall'aumento dei ricoveri: qui addirittura il 97% dei posti letto in ospedale è occupato, con 453 ricoverati per Covid su 468 posti complessivi, dunque facendo registrare un esaurimento quasi totale dei posti. Dati molto sopra la media anche in Piemonte, con il 90 per cento di occupazione dei posti letto (4.890 ricoveri Covid su 5.442 posti totali), la Val d'Aosta invece fa registrare il 79 per cento di posti occupati, la Liguria il 73 per cento e la Provincia di Trento il 68 per cento. Seguono, anche se con percentuali più basse le Marche (58 per cento), Emilia Romagna (52 per cento), Lombardia (50 per cento), Campania (49 per cento), Umbria (49 per cento), Lazio (48 per cento), Abruzzo (45 per cento), Puglia (44 per cento) e Calabria (42 per cento).