Morte per strozzamento. È quanto rivelano i primi risultati dell'autopsia sul corpo di Elisa Pomarelli, la 28enne di Borgotrebbia uccisa il 25 agosto dal reo confesso, Massimo Sebastiani. L'esame sul corpo della ragazza è stato effettuato oggi all’Istituto di Medicina legale di Pavia, dove ad assistere all'esame c'erano di tre tecnici incaricati dalla procura: il medico legale Marco Ballardini, l'entomologa forense Simonetta Lambiase (chiamata a valutare l'azione di larve e insetti) e il tossicologo Luca Morini. Ha partecipato anche Giovanni Quaratino, medico legale nominato dai genitori di Elisa. Presenti a tutela di Massimo Sebastiani la criminologa Roberta Bruzzone e il medico legale Novella D’Agostini. Gli esiti dell'esame completo saranno pronti tra un mese, ma quanto trapelato oggi conferma la versione dei fatti proposta da Massimo Sebastiani.

Gli inquirenti, intanto, sono al lavoro per la risoluzione di un altro ‘giallo', ovvero la ricerca del cellulare di Elisa, gettato da Sebastiani nei boschi dopo il delitto, quello stesso 25 agosto. Il dispositivo, che ha agganciato per l'ultima volta la cella di Cadeo, è stato lanciato dal 45ene tra i campi di Cerreto Landi, ma non è ancora stato ritrovato. Poco prima di spegnerlo era partita per errore una videochiamata diretta a un'amica di Elisa. Nel pomeriggio, quando Elisa era già morta, Sebastiani aveva inviato a quello stesso numero due messaggi: "Scusa se mi sono arrabbiato Taty, rispondi al telefono". Per gli inquirenti si è trattato di un tentativo di depistaggio delle future indagini. Massimo Sebastiani resta recluso nel carcere le Novate di Piacenza, dove si trova dal 7 settembre, con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Per lui, l'avvocato Maurio Pontini ha chiesto una perizia psichiatrica. Il rappresentante legale dell'operaio, nominato d'ufficio quando il 45enne era ancora ricercato, ha parlato infatti di ‘ossessione affettiva'.