Massimo Sebastiani ha inviato due sms a Elisa Pomarelli quando lei era già stata uccisa. I due messaggi sono agli atti della Procura di Piacenza che indaga sul delitto della 28enne per cui l'operaio di 45 anni è in carcere, reo confesso: si ritiene che i messaggi siano stati inviati con lo scopo di depistare le indagini sulla scomparsa della donna. In quei messaggi, uno scritto, l'altro audio, Massimo chiede scusa a Elisa per una lite di poco prima ("Scusa se mi sono arrabbiato, mettiti nei miei panni") e poi le chiede di richiamarlo.

Nel frattempo oggi si è svolto un primo esame medico-legale sul corpo della 28enne uccisa, mentre la vera e propria autopsia verrà eseguita domani all'istituto di Medicina legale di Pavia. Nell'inchiesta per ricostruire la dinamica del delitto l'attenzione è focalizzata anche su una lettera che l'assassino ha scritto qualche giorno dopo l'omicidio all'amico ed ex suocero Silvio Perazzi, 68 anni, accusato di favoreggiamento per aver aiutato il 45enne a nascondersi. Nella missiva è descritta l'esistenza di una misteriosa busta che Elisa avrebbe ricevuto, il sabato prima di esser uccisa, da uno sconosciuto a una festa, e che le avrebbe consentito di guadagnare del denaro se l'avesse custodita per qualche giorno, come le era stato chiesto.

Nella lettera Massimo Sebastiani scrive a Perazzi di aver avuto una lite con la 28enne e di averla poi vista andare via da casa sua, a Campogrande di Carpaneto, facendo l'autostop. Sebastiani, in un italiano stentato, spiega poi di essere fuggito per il timore del contenuto di quella famosa busta. Sulla cui esistenza, peraltro, al momento non vi sarebbero certezze in mano agli inquirenti. Nel frattempo il gip ha convalidato l'arresto di Perazzi con un obbligo di dimora nel Comune di Castell'Arquato. Davanti al giudice l'uomo, assistito dall'avvocato Paolo Fiori, ha risposto alle domande e continuando a dire che non era a conoscenza della presenza di Sebastiani nella casa di Sariano, a poche centinaia di metri dal luogo in cui il corpo della ragazza era stato seppellito.