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Covid 19
25 Aprile 2021
09:48

Perché la variante indiana in Svizzera è un problema anche per noi

La variante indiana che sta contribuendo a mettere in ginocchio l’India spaventa anche l’Europa e l’Italia. Un primo caso della variante denominata B.1.617 ieri è stato registrato nella vicina Svizzera. Sembrerebbe più facilmente trasmissibile e non è chiaro se i vaccini anti-Covid attualmente in uso siano in grado di neutralizzarla.
A cura di Susanna Picone
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La variante indiana del Coronavirus è arrivata anche in Svizzera. A darne notizia ieri è stata l’autorità sanitaria pubblica. "Il primo caso della variante indiana del Covid-19 è stato scoperto in Svizzera", si legge in un tweet dell'Ufficio federale della sanità pubblica, aggiungendo che la variante del virus è stata trovata in una persona in transito in uno degli aeroporti del Paese elvetico. Una notizia che mette in allarme anche il resto d’Europa e l’Italia. Questa mutazione denominata B.1.617 sta già mettendo in ginocchio l’India, che ha registrato un milione di contagi in appena tre giorni: la variante indiana si è sviluppata da una tripla mutazione, ovvero tre diversi ceppi del coronavirus si sono combinati per formare una nuova variante, e sembrerebbe più facilmente trasmissibile. E soprattutto non è chiaro se i vaccini anti-Covid attualmente utilizzati siano in grado di neutralizzarla. In Israele il vaccino Pfizer sarebbe risultato efficace contro la variante indiana, ma in modo ridotto.

Da valutare l'efficacia dei vaccini Covid contro la variante indiana

Ha parlato dell’importanza di isolare questa variante del Coronavirus il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco. La variante indiana di Sars-Cov-2 di cui si è avuta segnalazione di un caso in Svizzera, "qualche altro era stato già individuato in Italia", per la prima volta a Firenze il 10 marzo scorso, richiede "massima attenzione e una capacità di individuarla per capire e approfondire le caratteristiche che presenta, cioè quanto può essere più contagiosa e se scappa un po' dai vaccini". "Purtroppo – ha spiegato Pregliasco – le varianti ci terranno compagnia anche più avanti, soprattutto quando il virus si troverà in difficoltà con le vaccinazioni, continuando per questo a sperimentare mutazioni. E per questo bisognerà fare richiami con vaccini aggiornati in base alle varianti”. Non è sconvolgente che ci siano varianti anche secondo Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano e docente dell'università Vita-Salute: a suo parere una buona notizia per noi è che i vaccini anti-Covid si possono modificare come si fa col virus dell’influenza.

Ordinanza di Speranza: vietato ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in India

Intanto questa mattina il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato di aver firmato una ordinanza che vieta l’ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in India: "Ho firmato una nuova ordinanza che vieta l’ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in India. I residenti in Italia potranno rientrare con tampone in partenza e all’arrivo e con obbligo di quarantena. Chiunque sia stato in India negli ultimi 14 giorni e si trovi già nel nostro Paese è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione.I nostri scienziati sono al lavoro per studiare la nuova variante indiana. Non possiamo abbassare la guardia. Venerdì è stato il giorno record per casi a livello mondiale con 893.000 positivi di cui 346.000 proprio in India", scrive il ministro sul suo profilo Facebook.

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