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Covid 19
14 Marzo 2020
08:36

Perché ci si aspetta un boom di contagi al sud in questo weekend

“È  verosimile aspettarci casi in questo weekend in parte come effetto dei comportamenti assunti lo scorso fine settimana. L’incubazione è tra 4 e 7 giorni: abbiamo visto folle assembrate al mare o in stazioni sciistiche o in mega aperitivi, luoghi dove probabilmente il virus ha circolato. Una parte di quelle persone nei prossimi giorni probabilmente mostrerà una sintomatologia”, ha avvertito il presidente del Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro.
A cura di Annalisa Girardi
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Secondo Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) questo fine settimana dobbiamo aspettarci un'esplosione di contagi da coronavirus. Sarebbe la conseguenza dei comportamenti irresponsabili assunti da moltissimi italiani lo scorso weekend, che inizierebbe a palesarsi ora in quanto il periodo di incubazione dura appunto circa sette giorni: "È  verosimile aspettarci casi in questo weekend in parte come effetto dei comportamenti assunti lo scorso fine settimana. L'incubazione è tra 4 e 7 giorni: abbiamo visto folle assembrate al mare o in stazioni sciistiche o in mega aperitivi, luoghi dove probabilmente il virus ha circolato. Una parte di quelle persone nei prossimi giorni probabilmente mostrerà una sintomatologia. È  un'ipotesi, vedremo le curve, speriamo di essere smentiti dai fatti", ha spiegato Bruseferro.

Pochi giorni fa il segretario della Lega, Matteo Salvini, aveva avvertito sull'impatto dell'epidemia nelle Regioni del Sud Italia, la cui sanità non è comparabile con quella lombarda, ad esempio. Che nonostante sia la Regione più colpita in assoluto, con oltre 4mila persone ospedalizzate di cui 650 in terapia intensiva, sta affrontando l'epidemia. Uno stesso scenario sarebbe drammatico nel Mezzogiorno, il cui sistema sanitario regionale non è attrezzato per supportare una pressione di questo tipo. "Noi stiamo lottando come medici e infermieri in Lombardia e in Veneto da settimane per arrestare il contagio. Con delle sanità che sono comunque dei punti di riferimento a livello mondiale. Se per mancanza di coraggio, di attenzione, o di sottovalutazioni, lo stesso problema arrivasse in altre Regioni italiane dove ci sono strutture ospedaliere molto meno grosse, pronte e preparate, cosa stiamo a commentare? Centinaia di morti?", aveva commentato Salvini.

Nell‘ultimo bollettino della Protezione Civile, che ha spiegato il quadro della situazione al 13 marzo 2020, il presidente dell'Iss ha sottolineato come l'età media per quanto riguarda i decessi sia superiore agli 80 anni e che in prevalenza riguardi gli uomini. Le donne infatti rappresentano solo il 25%: inoltre, anche la letalità (che indica il rapporto tra i decessi e gli ammalati di coronavirus) risulta più alta nei casi di persone con più di 80 anni. Va ricordato, ha anche sottolineato Brusaferro, che la maggior parte dei deceduti è anche portatore di altre patologie pregresse: il presidente del Iss lo ha voluto rimarcare specialmente in riferimento ai due casi di decessi under 40, i quali soffrivano di diabete e obesità. Infine, Brusaferro ha concluso affermando che l'Aifa starebbe avviando la sperimentazione di alcuni farmaci usati su pazienti colpiti da coronavirus: "L'Aifa ha riunito il suo comitato tecnico-scientifico e credo stia elaborando la possibilità per sperimentare farmaci. Prima di definire dei farmaci per il Covid-291 serve una sperimentazione", ha detto Brusaferro.

Nel bollettino del 13 marzo 2020, il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha spiegato che il numero di contagiati da Sars-Cov-2 è salito a 17.660 nel nostro Paese, oltre 2mila casi in più rispetto a un giorno prima. I guariti sono 1.439, di cui 181 in più rispetto al 12 marzo. Mentre i deceduti sono 1.266, 250 in più in un solo giorno.

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