Anche se la variante inglese del Covid-19 è ormai dominante in Italia, a preoccupare gli esperti è in particolare quella brasiliana, a cui è collegato circa il 4% dei ceppi isolati nel nostro Paese. I dati arrivano direttamente dal monitoraggio settimanale della situazione epidemiologica realizzato dalla Cabina di Regia. Nel corso della conferenza stampa di oggi, Gianni Rezza del Ministero della Salute ha in particolare sottolineato che "bisogna fare uno sforzo maggiore per contenere questa mutazione a differenza ad esempio di quella britannica. Per questo come Cabina di Regia abbiamo invitato tutte le regioni dove è presente a implementare misure di restrizione e contenimento. Il momento è critico rispetto alla tendenza dell'epidemia ma possiamo intervenire tempestivamente anche dando impulso alla campagna vaccinale".

Al momento, ha aggiunto ancora Rezza, sono stati segnalati alcuni casi di reinfezione soprattutto in Umbria e solo uno nel Lazio e in Abruzzo, collegati proprio alla variante brasiliana che sarebbe la responsabile anche dell'aumento di focolai a livello ospedaliero. "Sono in corso analisi dettagliate ma non abbiamo un risultato definitivo. La maggior parte dei casi è insorta in persone vaccinate con un'unica dose, in altre con doppia dose ma una settimana dopo il richiamo, e tutti sappiamo che l'efficacia protettiva maggiore si ha a partire da due settimane dopo la seconda iniezione. Quindi dovremo avere informazioni più accurate", ha sottolineato Rezza, precisando che "invito tutti, a iniziare dalle Regioni dove è presente la variante brasiliana, a implementare le misure di restrizione e di contenimento. Bisogna fermarla in tutti i modi. Ha il problema della conformazione spike che ci preoccupa un po' di più e quindi bisogna contenerla. A tal proposito credo che l'approccio contieni e vaccina di fronte alle varianti "immune escape" sia la soluzione migliore. Una buona notizia è che sembra che l'immunità conferita dal vaccino sia migliore dell'immunità della malattia naturale".