Dopo quasi due mesi l'indice Rt, cioè l'indice di trasmissibilità del contagio, in Italia supera l'1. Secondo quanto emerge dal monitoraggio settimanale di oggi, venerdì 5 marzo, della situazione epidemiologica del nostro Paese realizzato da Istituto superiore della Sanità e Ministero della Salute l'indice Rt medio nazionale è passato da 0,99 della scorsa settimana a 1,06: l’indice di trasmissibilità del virus ha quindi subito un aumento significativo. Cresce anche l’occupazione dei posti nelle terapie intensive (+26%) e sulla curva pesa sempre di più l’incidenza delle varianti.

Secondo quanto emerge dal monitoraggio infatti nel periodo 10-23 febbraio l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,06 con un range 0,98-1,20: si tratta di un aumento rispetto alla settimana precedente che porta l'Rt sopra l'1 per la prima volta in sette settimane. A preoccupare maggiormente è il fatto che i nuovi casi emergono per lo più fuori dalle considdette catene di contagio:  "Si osserva un forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (41.833 vs 31.378 la settimana precedente), e scende la percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti (28,8% vs 29,4%)". Inoltre se fino a settimana scorsa il tracciamento dei contatti portava a individuare il 29,4 percento dei casi, questa settimana la percentuale dei casi derivante da tracciamento è pari al 28,8 percento. A far registrare un calo è anche la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi: se la scorsa settimana il dato era fermo al 36,1%, questa settimana il dato si attesta al 35,2%.

"Nella settimana 22-28 febbraio dopo un periodo di crescita si osserva una netta accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (194,87 per 100.000 abitanti (22/02/2021-28/02/2021) vs 145,16 per 100.000 abitanti (15/02/2021-21/02/2021) – si legge nel Report della Cabina di Regia Iss-Ministero della Salute – l'incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio, quindi, si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti e anzi si avvicina alla soglia di 250 casi per 100mila abitanti".