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“Palpeggiata davanti alla cattedra”: professore di 60 anni a processo a Pisa

Il Gup di Pisa dispone il processo per un docente di 60 anni accusato di violenza sessuale e molestie ai danni di tre studentesse. I fatti risalgono al 2021-22 in un istituto di Pontedera. L’uomo, arrestato nel 2025 e poi sospeso dall’insegnamento, si professa innocente.
Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

Un insegnante di sessant'anni, residente a Pontedera, in Toscana, è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale e molestie. Lo ha stabilito il giudice dell’udienza preliminare di Pisa, Domenico Rocco Vatrano, disponendo che l'uomo vada a processo. I fatti contestati risalgono all'anno scolastico 2021-2022 e si sarebbero consumati all'interno di un istituto superiore del villaggio scolastico di Pontedera, dove il docente era di ruolo a un solo anno dalla pensione.

L'inchiesta è scattata nel 2024 grazie al coraggio di una studentessa, all'epoca dei fatti minorenne. La giovane, dopo aver confidato i presunti abusi solo alla cerchia di amici, ha trovato la forza di raccontare la vicenda a un'insegnante di sostegno. Quest'ultima ha immediatamente attivato la dirigente scolastica, facendo partire la denuncia formale.

Le indagini, affidate alla Polizia e coordinate dalla Procura di Pisa, hanno portato a sviluppi nei primi mesi del 2025, quando gli agenti del commissariato di Pontedera hanno arrestato il docente direttamente a scuola. Dopo aver trascorso qualche mese ai domiciliari, l'uomo è tornato in libertà in estate, ma con il divieto assoluto di insegnare fino al termine della vicenda giudiziaria.

Il quadro accusatorio si basa principalmente sulle deposizioni di tre studentesse, ascoltate in modalità protetta durante l'incidente probatorio. La principale accusatrice ha riferito di essere stata palpeggiata nelle parti intime mentre si trovava vicino alla cattedra. Il suo racconto è stato confermato dalle altre due ragazze, a loro volta vittime di atteggiamenti molesti. Le giovani hanno descritto un clima scolastico inadeguato, sostenendo che il professore facesse continui ed espliciti riferimenti al sesso durante le lezioni. Agli atti dell'inchiesta ci sono anche i contenuti di due smartphone, computer e chiavette USB sequestrati a casa dell'imputato.

Sul fronte opposto, il sessantenne respinge fermamente ogni addebito. Assistito dall'avvocato Andrea Massaini, il docente si professa totalmente innocente e si dichiara vittima di narrazioni false. Il processo si preannuncia complesso e delicato: due delle giovani si sono già costituite parte civile con i legali Filippo Calamassi e Alessio Spadoni. Il dibattimento nei prossimi mesi avrà il compito di fare piena luce sui dettagli di una vicenda che presenta ancora diversi punti da chiarire.

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