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Bimbo di 11 anni picchiato dal papà con una cintura e costretto a lavorare nella stalla, genitori a processo

I genitori di un bimbo di 11 anni, residenti nella zona di Montebelluna, sono a processo per maltrattamenti nei confronti del figlio. Il minore sarebbe stato picchiato con una cintura e costretto a svolgere lavori pesanti in stalla. Indagini scattate dopo una segnalazione fatta da un’insegnante dell’11enne.
A cura di Eleonora Panseri
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Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

Picchiato con una cintura e costretto dai genitori a soli 11 anni a svegliarsi all’alba per andare a lavorare in stalla. Una storia di vessazioni quotidiane che arriva dalla zona di Montebelluna (Treviso), dove due genitori sono finiti a processo con l'accusa di maltrattamenti.

Le indagini sull'accaduto sono partite nel marzo 2025, quando ai Carabinieri è arrivata una segnalazione dalla scuola. Il 19 marzo, giorno della festa del papà, un'insegnante di sostegno ha raccontato di aver chiesto al bambino se avesse fatto gli auguri al padre.

Il minore sarebbe scoppiato a piangere, rivelando che "il papà era cattivo con lui e gli dava le botte", come ha spiegato la maestra in aula davanti al giudice ieri, giovedì 14 maggio.

"Mi ha detto che succedeva quasi ogni giorno. Mi ha parlato anche di una cintura, dicendomi che lo colpiva anche con quella e i fratelli erano violenti con lui. Una volta è venuto a scuola con un graffio al volto, abbiamo scoperto che glielo aveva fatto il fratello e che la mamma gli aveva detto di dire a scuola che se lo era fatto cadendo", ha detto la donna, citata da Il Gazzettino.

In pochi mesi gli investigatori hanno raccolto sufficienti elementi, attraverso intercettazioni audio e video, per portare a processo i genitori con l'accusa di maltrattamenti. Madre e padre sono difesi dagli avvocati Chiara Scotta e Silvia Biscaro.

Nel mentre, il bambino è stato allontanato dalla famiglia, si trova in una struttura protetta e il curatore speciale che lo assiste si è costituito parte civile nel procedimento.

Ieri, in aula, oltre alla docente, sono stati sentiti anche altri testimoni: la preside dell’istituto scolastico frequentato dal bambino e alcuni agenti della polizia giudiziaria che hanno ascoltato il minore in audizione protetta e raccolto le intercettazioni audio e video all’interno della casa della famiglia.

In una delle registrazioni raccolte dagli investigatori si vedrebbe il padre dell'11enne arrabbiarsi con lui e gridargli: "Ti uccido".  Il processo proseguirà a settembre e nella prossima udienza verranno ascoltati i testimoni della difesa.

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