È passato in sole 24 ore da 39 a 103 il numero dei positivi tra gli ospiti delle quattro sedi della Missione Speranza e Carità fondata da Biagio Conte a Palermo. Così come in aumento è il numero delle persone ricoverate, quattro quelle trasferite in ospedale tra sabato e domenica dopo i due missionari già ricoverati in condizioni piuttosto serie. E il timore è che con i risultati dei tamponi effettuati ieri il numero dei positivi possa salire ulteriormente tra ospiti, volontari e missionari.

Zona rossa le quattro sedi della Missione

Per questo il presidente della regione Sicilia Nello Musumeci ha deciso di dichiarare zona rossa le quattro sedi della Missione Speranza e Carità al centro di un vertice in prefettura convocato d'urgenza dal dottor Giuseppe Forlani. Presenti oltre al Prefetto, il Sindaco con gli Assessori Giuseppe Mattina e Maria Prestigiacomo, il Questore e al Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Comandante della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti della stessa Missione, della ASP, di Medici senza Frontiere, dell'ARCI, della Croce Rossa e della Protezione Civile comunale e regionale: al momento sono 450 le persone ospitate nelle quattro strutture, compresi gli operatori volontari e i missionari sono tutte state sottoposte a screening di positività al Covid. Delle 103 risultate positive sono alcuni sintomatici sono stati trasferiti nelle strutture sanitarie e alcuni non sintomatici (circa 14) sono stati trasferiti presso il Covid-Hotel regionale San Paolo. Sono tanti però gli ospiti che rifiutano il trasferimento della struttura

Forniti beni primari e secondari a volontari, ospiti e missionari

"Complessivamente – spiega il sindaco – è emersa una situazione certamente non semplice determinata dal gran numero di persone che la Missione ospita nei suoi quattro centri; un numero che è allo stesso tempo il segno di quanto importante sia e sia stato il lavoro sociale svolto in questi anni da Fratello Biagio e dai suoi tanti volontari e missionari". Intanto il Comune, in collaborazione con la Protezione Civile e la Caritas, da oggi assicura la fornitura dei pasti, oltre che di altri beni primari e secondari.