Quasi novecento bare accatastate sotto un tendone, alcune da oltre un anno, restano in attesa di una degna sepoltura in uno dei cimiteri più grandi di Palermo. I familiari dei defunti vagano tra un feretro e l'altro in cerca dei propri cari. Restano inermi difronte alle centinaia di salme depositate in ogni spazio libero del cimitero di Santa Maria dei Rotoli.

Così, a Palermo, uffici liberi e magazzini diventano il luogo dove depositare una bara in attesa di sepoltura. La rabbia di chi ha perso il proprio padre o la propria madre non tarda ad arrivare: "È vergognoso che mio papà, morto da un mese, debba aspettare chissà quanto tempo ancora prima di essere sepolto degnamente" commenta una signora palermitana emigrata in Germania per lavoro e rientrata in Sicilia ad un mese dalla morte del padre.

Le cause dei ritardi sono principalmente due: la mancanza di posti disponibili dove seppellire le salme e il forno crematorio non funzionante. Così il comune di Palermo paga tutto il servizio per chi decidesse di far cremare il proprio defunto fuori dalla Sicilia, con i feretri che lasciano Palermo per raggiungere la Calabria o addirittura altre regioni italiane.

"Per seppellire mio padre mi hanno chiesto 8 mila euro – denuncia un'altra cittadina palermitana – Ma io non ho ceduto a questo ricatto. Questa città ha bisogno di risvegliarsi". "Non so chi sia stato, ma ho invitato la signora a chiamarmi immediatamente qualora si verificasse nuovamente questo episodio" replica Toni Sala, assessore ai servizi cimiteriali del comune di Palermo. L'emergenza bare nel cimitero palermitano esiste ormai da anni. Le salme vengono sistemate una sopra l'altra. Qualcuna anche a terra. Ma non si erano mai raggiunti questi numeri record in deposito.