Nozze da incubo in Piemonte, il catering non arriva: gli invitati si improvvisano cuochi e camerieri
Il matrimonio avrebbe dovuto essere uno dei giorni più importanti della loro vita. Invece, a poche ore dalla cerimonia, gli sposi si sono ritrovati senza catering, cibo, bevande, camerieri e persino tavoli e sedie. È successo lo scorso 1 agosto al Castello di Vaglio Serra, nel Monferrato, dove la fotografa francese Bénédicte Maniere e il compagno tedesco Lorenz Schmid avevano organizzato le loro nozze davanti a circa cento invitati. La vicenda è stata raccontata da La Stampa.
Il servizio era stato affidato a Massimo Perrone, indicato nel preventivo come presidente dell'Associazione italiana cuochi d'autore. Il costo complessivo concordato era di 7.800 euro, con un acconto del 40%, poco più di 3mila euro. "Il preventivo comprendeva il servizio completo per un massimo di cento persone, con aperitivo organizzato in più isole, portate, personale di sala, assistenza, pulizia, beverage, tovagliato, mise en place, tavoli e sedie", ha raccontato Maniere a La Stampa.
Quel messaggio alle 2 di notte: "Siamo tutti in ospedale"
Poi, nella notte prima delle nozze, qualcosa va storto. Alle 2.10 gli sposi ricevono un messaggio: "Ci siamo ribaltati col furgone vicino Nizza, siamo tutti in ospedale". Il presunto incidente avrebbe reso impossibile raggiungere il Monferrato e occuparsi del ricevimento.
La coppia, però, decide di presentare una denuncia perché nutre dubbi sulla ricostruzione. Tra gli elementi indicati c'è anche una story pubblicata su Instagram dallo stesso Perrone alle 2.04, pochi minuti prima del presunto incidente.
A complicare ulteriormente la vicenda c'è poi la posizione di Aldo Parlante, presentato agli sposi come chef e collaboratore di Perrone. L'uomo avrebbe riferito di non aver cucinato né preparato nulla per quelle nozze.
Nonostante tutto, il matrimonio non salta. Il Castello mette a disposizione cucina, tavoli e sedie, mentre amici e parenti si rimboccano le maniche: qualcuno anticipa i soldi per comprare il necessario, altri si occupano del cibo e altri ancora finiscono per servire gli invitati. Una festa organizzata all'ultimo minuto, molto diversa da quella immaginata dagli sposi.
La versione del catering e la caparra da restituire
Contattato da La Stampa, Perrone ha confermato la sua versione dell'incidente: "Il ragazzo a cui avevo affidato il furgone con il materiale destinato al catering ha avuto un incidente. Erano circa le due di notte. Ho subito avvertito gli sposi". Il titolare ha aggiunto: "In quindici anni di attività non mi era mai successa una cosa del genere, ma in quella situazione non è stato possibile svolgere il servizio".
Perrone sostiene inoltre di aver proposto la restituzione dell'acconto, aggiungendo 500 euro per il disagio. Gli sposi, però, avrebbero chiesto 5mila euro di risarcimento. "Su consiglio del mio legale ho quindi ritirato il bonifico", ha spiegato.
Il catering sostiene infine che anche la coppia avrebbe mancato un obbligo previsto dal contratto: "Il contratto prevedeva che il saldo fosse effettuato dieci giorni prima dell'evento e loro non lo hanno fatto. È una clausola che non è stata rispettata anche da parte loro". Allo stesso tempo, però, Perrone assicura: "La mia intenzione è rimborsare la caparra. Se accettano la restituzione di quella somma, per me va bene".
La vicenda presenta anche un precedente. Nel 2019 Perrone era finito nelle cronache locali per un altro servizio di street food saltato durante una fiera a Ciriè. "Quella è un'altra storia. Avevamo già allestito tutto, ma ci fu un problema legato a un errore dell'ingegnere e l'allestimento non risultò conforme alle direttive del Comune", ha replicato.