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Scompare vicino al rifugio Jervis in Val Pellice, escursionista trovata morta: Rita Montagna aveva 34 anni

Rita Assunta Montagna, 34 anni, è stata trovata morta vicino al rifugio Jervis, in Val Pellice, nel Torinese, dopo una notte di ricerche. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe precipitata in una scarpata durante un’escursione in solitaria. A lanciare l’allarme gli amici e il fidanzato.
A destra, Rita Assunta Montagna, 34 anni.
A destra, Rita Assunta Montagna, 34 anni.

È uscita per fare una gita nella zona del rifugio Jervis, in Val Pellice, nel Torinese, e non è più tornata a casa. Il corpo di Rita Assunta Montagna, 34 anni, è stato trovato vicino al rifugio nella mattinata di oggi, domenica 19 luglio, intorno alle 10.

Della donna, residente a Torino, era stata segnata la scomparsa nella notte, quando il fidanzato, che si trovava a Genova, e i suoi amici non hanno più ricevuto sue notizie. Le ricerche sono scattate alle 2. La salma è stata recuperata con l'elicottero Drago e dal personale speleo-alpino fluviale a bordo.

Alle ricerche hanno partecipato personale permanente e volontario, oltre alle unità cinofile dei vigili del fuoco, a cui si sono affiancati personale del soccorso alpino e della guardia di finanza. Sono in corso indagini per valutare la dinamica e le cause dell'evento.

Stando a una prima ricostruzione, riporta La Stampa, la 34enne ha intrapreso da sola la sua escursione nel tardo pomeriggio di ieri, sabato 18 luglio, dopo aver parcheggiato l’auto in frazione Villanova di Bobbio, rimanendo sempre in contatto su Whatsapp con un gruppo di amici e il compagno.

Secondo quanto si è appreso sarebbe caduta in una scarpata, scivolando per 20-30 metri. Per ore gli uomini del Soccorso alpino hanno setacciato i sentieri attorno al rifugio Jervis. Insieme a loro anche i militari del Soccorso alpino della Guardia di finanza, gli elicotteri dei Vigili del fuoco e del 118.

Il corpo della 34enne è stato localizzato grazie al sistema “Imsi Catcher” installato a bordo dell’elicottero “Volpe” della finanza. Si tratta di un sistema per la ricerca e il soccorso di persone disperse in aree remote.

I sensori hanno agganciato il segnale del cellulare dell’escursionista, la salma è poi stata recuperata dai vigili del fuoco ed è stata portata nelle camere mortuarie dell’ospedale di Torre Pellice a disposizione della magistratura.

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