L.M., il 17enne reo confesso dell’omicidio di Noemi Durini, la ragazzina di Specchia (Lecce) scomparsa il 3 settembre e rinvenuta cadavere lo scorso 13 settembre tra i sassi delle campagne del Salento, potrebbe non aver agito da solo. Lo si evince anzitutto dall'ordinanza con cui la gip dei minori di Lecce, Ada Colluto, ha deciso la custodia in carcere minorile per il giovane, convalidando il fermo per omicidio premeditato e aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi ma non per il reato di occultamento di cadavere. Ma ci sono anche testimonianze che attesterebbero questa che al momento resta solo un’ipotesi. Ai microfoni di Mattino Cinque ha infatti parlato un uomo che ha visto un’altra automobile quella notte: "Quella notte percorrevo quella strada. C’era appostato questo ragazzo alle ore 3 e mezza di notte a bordo di una 500 bianca. Stava da solo in macchina. Andando verso l’incrocio sulla destra vedo sfrecciare una Seat davanti a me, Ibiza verdone vecchio modello", ha affermato il testimone. E sempre a Mattino Cinque ha rilasciato alcune dichiarazioni l'ex fidanzato di Noemi: "Un giorno Noemi è venuta da me, aveva due lividi, aveva detto che aveva avuto una discussione con il 17enne. Mi aveva mostrato graffi sulla gamba, l’addome, il collo. Non era più un rapporto era diventato una possessione”.

Insulti e minacce agli avvocati del 17enne

Altri segnali di un rapporto malato degenerato in un terribile omicidio. Una brutta storia di cronaca che negli ultimi giorni ha catalizzato le attenzioni dei media e soprattutto quelle dei social network. Dopo l’ondata di insulti al giovane sul suo profilo Facebook (poi eliminato), nelle ultime ore è stata la volta degli avvocati dello stesso L. M. Non appena è trapelata la notizia che i genitori del 17enne di Alessano hanno nominato l'avvocato Paolo Pepe, un profluvio di improperi e minacce sono arrivate nei suoi confronti. Per questo motivo l'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) di Lecce ha stigmatizzato "la deriva populista della grave vicenda di sangue che ha sconvolto il Salento", puntando il dito contro "la spettacolarizzazione delle vicende investigative e giudiziarie, che sta producendo una valanga di insulti e di minacce nei confronti dei difensori". "La gente comune – scrive l'Aiga – sempre di più identifica il presunto colpevole con il suo avvocato, visto quale favoreggiatore se non complice. Ciò significa che si è smarrito il senso civico e si vuole negare il diritto di difesa, costituzionalmente garantito".

La famiglia di Noemi si affida a Giulia Bongiorno

E rimando in tema di avvocati, sembra che la famiglia di Noemi Durini voglia usufruire della difesa di Giulia Bongiorno, da anni impegnata con la sua associazione Doppia Difesa nell’assistenza alle vittime di stalking e violenze. Come è noto, nel corso degli anni si sono affidati a lei volti noti come Giulio Andreotti, Francesco Totti, Vittorio Emanuele di Savoia e Gianfranco Fini.  Ha inoltre difeso Raffaele Sollecito nel processo sull’omicidio di Meredith Kercher. La Bongiorno andrebbe ad affiancare l’avvocato salentino Mario Blandolino nella vicenda giudiziaria relativa al caso dell’omicidio della 16enne di Specchia.