Il carcere di Sulmona
in foto: Il carcere di Sulmona

Il Coronavirus è entrato nel carcere di Sulmona. Nella casa circondariale abruzzese sono infatti sedici i detenuti risultati positivi su circa 38 tamponi effettuati ad altrettanti detenuti, altri quattro invece sarebbero dubbi e per loro sarà necessario ripetere il test. Stando a quanto si apprende nessuno di loro, al momento, necessita di cure ospedaliere.

Quello di Sulmona è di fatto il carcere più grande della regione Abruzzo e per questo sarà necessario monitorare l'intera struttura che ospita circa 400 detenuti. Nelle prossime ore si procederà a somministrare i tamponi su tutta la popolazione carceraria per stabilizzare il quadro epidemiologico e creare le cosiddette bolle di isolamento: il magistrato di sorveglianza dovrà verificare lo status giuridico mentre il Dipartimento sanitario si occuperà di ricostruire i contatti.Un lavoro certosino e non facile che sicuramente impiegherà tempo agli operatori coinvolti che rassicurano pero' sulle operazioni da mettere in campo. "La sezione dove si sono registrati i casi e' sotto controllo. Ora dobbiamo attendere che vengano completati gli accertamenti su tutti detenuti da parte del comparto sanitario che e' stato bravo ad intercettare un sintomatico", fa sapere il Direttore del carcere, Sergio Romice. Nei giorni scorsi si erano registrati sei casi di positività tra l'area sanitaria del carcere e gli agenti di polizia penitenziaria.

In un comunicato il sindacato FP CGIL Abruzzo di polizia penitenziaria oltre a sottolineare ancora una volta la mancanza di personale di polizia penitenziaria scrive: "Appare inevitabile e riduttivo agire immediatamente in ordine a quanto segue: isolare i detenuti positivi in appositi ed accurati spazi (infermeria o "reparto gialli"), con la riduzione dell’attuale capienza detentiva dei medesimi, così da poter garantire una sana gestione dei detenuti argomentati". Il sindacato sottolinea come le carceri siano ambienti notoriamente vulnerabili: "Per questo crediamo fermamente che bisogna intervenire a tutela di tutti".