Il boss della ‘ndrangheta della Francesco Pelle, detto "Ciccio Pakistan", è scomparso dopo la conferma della condanna in Cassazione quale mandante della strage di Natale del 24 dicembre 2006 in cui fu uccisa Maria Strangio, moglie del capoclan avversario Giovanni Luca Nirta. A seguito dell’uccisione della donna, che avrebbe acuito i malumori tra i clan e quindi la faida di San Luca tra i Pelle-Vottari ed i Nirta-Strangio, sarebbe avvenuta la strage di Ferragosto a Duisburg con 6 morti.

Ciccio Pakistan è latitante

La notizia della scomparsa di Pelle è stata confermata in ambienti investigativi, dopo che a parlarne era stato il giornalista e massmediologo Klaus Davi, consigliere comunale di San Luca nonché collaboratore di ‘Fatti e Misfatti – I Fuorilegge’ in onda sul TgCom24. Il massmediologo rivela di aver sentito Pelle pochi giorni prima della fuga: “Gli ho chiesto se era parente di una persona che avevano arrestato in quei giorni ma mi ha risposto di no. Eravamo in trattativa per un’intervista da molto tempo”. L’ultimo messaggio inviato da Francesco Pelle a Klaus Davi è un sms del 4 giugno. Presto ti darò una intervista ma vieni senza microfoni.” Questo il testo di uno degli ultimi messaggi che il boss Francesco Pelle rilascio a Klaus Davi. “Ci siamo sentiti diverse volte ma mai visti anche se abitava non lontano dal mio quartiere. Il suo ultimo sms è del 4 giugno. Smentiva ogni genere di parentela con   un membro del clan Pelle Vottari arrestato quel giorno in Germania” spiega il giornalista.

L'agguato che portò alla strage di Duisburg

Pelle, che è sulla sedia a rotelle dopo essere stato ferito in un agguato il 31 luglio del 2006 ad Africo, era sottoposto all'obbligo di dimora a Milano. A seguito del rigetto del suo ricorso si è reso irreperibile prima di finire definitivamente in carcere. ‘Ciccio Pakistan’ era stato arrestato dai carabinieri nel settembre 2008 in una clinica di Pavia dopo aver trascorso circa un anno da latitante. Nell'agguato di Natale 2006, la vittima predestinata era Gianluca Nirta, ma sotto i colpi dei sicari morì la moglie ed altre quattro persone, tra le quali un bambino, rimasero ferite. Fu quell'episodio, secondo l'accusa, a scatenare la reazione di Giovanni Strangio, cugino di Maria, condannato all'ergastolo in quanto ritenuto ideatore e uno degli esecutori della strage di Duisburg.