Portava i pizzini a Matteo Messina Denaro, pena ridotta per la “figlioccia” del boss Martina Gentile

Pena ridotta in appello per Martina Gentile, figlia dell'amante di Matteo Messina Denaro, il boss di Cosa Nostra arrestato dopo una latitanza di 3o anni il 16 gennaio 2023 a Palermo, nei pressi della clinica privata "La Maddalena".
La giovane, accusata di favoreggiamento aggravato alla mafia, è figlia di Laura Bonafede, maestra di Campobello di Mazara (Trapani) che fu amante di Messina Denaro, morto poi in carcere a causa di un tumore nel settembre dello scorso anno.
Gentile avrebbe per lui smistato pizzini e comunicazioni durante la latitanza. La donna era stata condannata a 4 anni davanti al gup del tribunale di Palermo e ora, sempre con il rito abbreviato, ne ha avuti 3 in secondo grado. La sentenza è della Corte d'Appello siciliana, che ha anche cancellato l'interdizione dai pubblici uffici.
Stando a quanto è stato ricostruito, il capomafia aveva grande considerazione di Gentile che per alcuni periodi avrebbe incontrato e vissuto con Messina Denaro.
Il padre dell'imputata è un ergastolano, Salvatore Gentile, in carcere dal 1996 per avere commesso un omicidio deciso dallo stesso padrino di Castelvetrano.
Durante la detenzione di Gentile, Messina Denaro aveva ripreso l'antica conoscenza con Laura Bonafede, iniziando una relazione con lei. La figlia Martina, 31enne all'epoca dell'arresto, era parte integrante del sistema di protezione e comunicazione del boss mafioso ed era diventata un tramite fondamentale per la consegna dei suoi messaggi.
La giovane, madre di una bambina, effettuava il cosiddetto "scambio posta", a volte alla presenza della figlioletta nel passeggino. Nei messaggi del boss, Gentile era Tan o Tany, spesso nominata con il soprannome. Tra gli elementi a carico di Gentile, anche alcune chat Whatsapp rinvenute nei cellulari a lei sequestrati, a sua madre e a Lorena Lanceri, ritenuta un'altra favoreggiatrice di Messina Denaro.