Strage di Corinaldo, condotto in carcere il deejay e gestore della discoteca Marco Cecchini

A quasi otto anni dalla strage della Lanterna Azzurra di Corinaldo, Marco Cecchini è stato trasferito nel carcere di Montacuto (Ancona). I carabinieri della stazione locale hanno eseguito l'ordine di carcerazione dopo che la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 5 anni e 5 mesi di reclusione per il dj, ritenuto dai giudici il "gestore di fatto" del locale. I reati contestati sono omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo.
La tragedia risale alla notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018, quando la discoteca marchigiana si trasformò in una trappola mortale. In attesa del concerto del rapper Sfera Ebbasta, l'aria all'interno del locale sovraffollato divenne improvvisamente irrespirabile a causa dello spray al peperoncino spruzzato da una banda di malviventi per mettere a segno dei furti, scatenando il panico generale.
Nella calca frenetica verso le uscite di sicurezza, la pressione della folla provocò il cedimento di una ringhiera su una rampa esterna, facendo precipitare nel vuoto decine di ragazzi e schiacciando chi si trovava sotto. In quel drammatico evento persero la vita cinque adolescenti di età compresa tra i 14 e i 16 anni – Asia Nasoni, Daniele Pongetti, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi ed Emma Fabini – insieme a Eleonora Girolimini, una madre di 39 anni che aveva accompagnato la figlia alla serata. Oltre alle sei vittime, il disastro lasciò un bilancio pesantissimo con più di duecento feriti e un profondo trauma collettivo.
Già nelle scorse settimane la Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione aveva rigettato o dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dagli imputati Carloantonio Capone, Alberto Micci, Mara Paialunga, Letizia Micci, Marco Micci, Gianni Ermellini e per l'appunto Marco Cecchini; in un altro filone delle indagini, nel 2020 sei ragazzi modenesi vennero condannati a pene comprese tra i 10 e i 12 anni per omicidio preterintenzionale: furono giudicati colpevoli di aver provocato il cedimento della balaustra all’ingresso della Lanterna Azzurra, utilizzando spray al peperoncino per derubare i presenti in attesa del concerto. Lo scorso luglio uno di loro, Andrea Cavallari, scappò dal carcere di Bologna dove era detenuto dopo aver ottenuto un permesso d’uscita per discutere la tesi di laurea: fu fermato in Spagna pochi giorni dopo e poi estradato in Italia.