VENEZIA – C'era grande movimento ieri sera nel cantiere del Mose alla bocca di Treporti – Lido di Venezia. Nonostante nessuna prova di emersione fosse ufficialmente in programma, l'attività della barriera che dovrebbe salvare la laguna di Venezia era frenetica. Per questa mattina è stata prevista un'alta marea di un metro e mezzo così la speranza dei veneziani era quella di vedere su le paratoie del Mose. E invece nulla. Alle 20.30 era stata messa in pre allerta la Guardia Costiera – confermano i militari a Fanpage – , in vista di un possibile alzamento delle paratoie che poi non è arrivato. E anche secondo la stampa locale, c'è stata una forte pressione sia da parte del provveditore alle opere pubbliche, Cinzia Zincone, che, d'accordo con il commissario del consorzio Venezia Nuova (che si occupa della realizzazione dell'opera), volevano vedere su le paratoie, almeno a Treporti, almeno una parte. La macchina sarebbe dovuta partire alle 22, ma qualcosa, di nuovo, è andato storto e non si è riusciti a porre un argine, seppur minimo, all'alta marea che oggi, puntualmente, ha invaso Venezia.

Il consorzio Venezia Nuova tace

Perché tutto questo mistero? Perché questa prova di emersione non è stata comunicata a nessuno? È vero – come scrive il Gazzettino – che una troupe Rai stava andando sul posto? C'è effettivamente stato un ordine di movimentazione poi revocato? E il Comune era stato messo al corrente?  Tutte domande che avremmo voluto girare al consorzio Venezia Nuova, in particolare al portavoce Antonio Gesualdi, ma non c'è stato verso di mettersi in comunicazione con lui (il telefono viene riagganciato e ai messaggi non viene dato alcun seguito). Va bene che è la vigilia di Natale, ma non comunicare ufficialmente nemmeno se le paratoie siano state alzate o meno è una cosa grave, che legittima sempre più i sospetti e le paure legate a questa opera mastodontica che è finora costata oltre 6 miliardi, non ha un piano di gestione e costi e non si sa quando sarà finita, visto che quella famosa quota del 94% dei lavori completati è una panzana mai smentita. Come ne sono state dette tante. Troppe.

Intanto a Venezia si "scopa" il mare per pulire il Mose

Da quello che risulta a Fanpage, è possibile che alcune operazioni di ieri sera, almeno quelle iniziate alle 19, non fossero legate all'acqua alta, ma ancora una volta alle pulizia degli alloggiamenti dove le paratoie trovano spazio quando non sono sollevate. Un'operazione "straordinaria" – si legge nel sito del Mose – che va avanti da 10 mesi ed è stata ripetuta 25 volte. E che, si scopre sul sito della Guardia Costiera, sono andate avanti fino al 21 dicembre e, nel 2020, andranno avanti fino al 18 gennaio. Come già spiegato, queste lunghe e costose operazioni di "pulizia" del fondale marino servono a tenere questi alloggiamenti perfettamente sgombri da sabbia, spazzatura e detriti di ogni genere che nella zona abbondano. Altrimenti il Mose non può funzionare. E così a Venezia si "scopa" il mare. Un'operazione ingrata che potete vedere nel video che è giunto in redazione. Ma è necessaria perché, come già successo, se gli alloggiamenti non sono puliti, le paratoie non possono abbassarsi, adagiandosi sul fondo. Forse è quello che è successo anche ieri sera e che ha bloccato una prova "segreta" dell'unica, attesissima, difesa di Venezia. Ma il Consorzio Venezia Nuova ha deciso che i veneziani, i contribuenti, noi, non dobbiamo sapere. Probabilmente per non farci andare di traverso la cena natalizia.