"Mi vergogno per voi". "Dovete fallire, meritate di finire sotto i ponti". "Dovete essere ripagati con la stessa moneta, siete persone disumane". Questi sono solo alcuni dei messaggi giunti via social network al Palace Hotel di Mondello, in provincia di Palermo, dopo la denuncia apparsa su una pagina Facebook circa la morte di una cagnolina a cui il personale della struttura avrebbe negato cibo e acqua. "Siete senza cuore. La piccola era stata abbandonata, stava male, era disidrata, non mangiava e non beveva da giorni", si legge nel post condiviso centinaia di volte, in cui inoltre si specifica che "aveva cercato aiuto all'interno del Palace Hotel di Mondello ma a quanto pare gli dava fastidio e secondo dei testimoni l'hanno presa e buttata sul marciapiede, senza chiamare neanche i vigili urbani. Una signora passava per caso di lì e con l'aiuto di alcuni passanti l'ha portata in clinica, hanno fatto di tutto per salvarla, ma non ce l'ha fatta. Ha avuto infezione alle vie urinarie, poi all'intestino. Purtroppo era troppo tardi". Da lì sono arrivate una serie di telefonate ed e-mail, oltre che su Facebook e TripAdvisor, alla direzione dell'albergo con minacce di morte e tentativi di boicottaggio.

La situazione è diventata talmente fuori controllo che il direttore dell'hotel a 4 stelle, Attilio Cessati, ha annunciato di aver attivato i suoi legali per prendere le precauzioni del caso. Contattato telefonicamente da Fanpage.it, ha sottolineato che "nulla di quello che è stato raccontato sui social è vero", annunciando anche che a breve sarà pubblicato un comunicato ufficiale per chiarire la situazione. Stando a quanto ci ha raccontato, "sabato scorso (6 luglio) il cane è entrato nel giardino della struttura, dove era in corso il ricevimento di un matrimonio. Si è posizionato vicino ad un tavolo e quando il personale si è accorto della sua presenza, vedendolo assetato, gli hanno subito dato da bere acqua fresca. A quel punto abbiamo prima contattato l'Oipa, l'Organizzazione internazionale protezione animali, di Palermo, che ci ha suggerito di chiamare il 113. Quest'ultimi ci hanno detto invece che avremmo dovuto avvisare i vigili urbani, cosa che poi abbiamo effettivamente fatto. I vigili a loro volta ci hanno comunicato di poter intervenire solo all'esterno e non all'interno della nostra struttura. Così, un nostro dipendente ha portato il cane all'ingresso".

A quanto pare, è stato proprio in quel momento che una signora di passaggio, notando tutta la scena, si è fermata per chiedere informazioni sul cagnolino. "Appena l'ha visto ha detto al ragazzo che considerate le sue condizioni lo avrebbe accompagnato in una clinica veterinaria – ha continuato ancora Cessati -. Così lo ha portato via. Il giorno dopo su Facebook abbiamo letto il suo post di denuncia e il fatto che l'animale era morto, ma noi non sapevamo nulla. Da allora è stato un continuo, abbiamo ricevuto e-mail con minacce di morte nei confronti miei, dei miei dipendenti e dei nostri clienti. Ci hanno arrecato un grosso danno di immagine. Sto conservando tutto perché prenderemo i dovuti provvedimenti legali. Noi siamo con la coscienza a posto, non mi nascondo, rispondo a tutti. Purtroppo viviamo in un paese poco civile, dove tutto è esasperato e strumentalizzato dai social". Ma ormai la frittata è fatta. "Non ci andate, facciamolo chiudere così capirà cosa significa avere bisogno di aiuto e aiuto non ci sarà", recita uno dei tanti commenti sulla pagine ufficiale Facebook dell'albergo; mentre in un altro si legge: "Più soldi avete più siete senza cuore, ma vecchiaia, sofferenza e solitudine per gente come voi arrivano presto e prima". La querelle continua.