Bebe Vio si sottopone al vaccino contro la meningite: “Mi avrebbe salvata”
Insieme a tutta la famiglia, Bebe Vio, la schermitrice campionessa paralimpica, si è presentata oggi negli ambulatori dell'ospedale di Monselice (Padova) per vaccinarsi contro la meningite (vaccino quadrivalente). "Non sono nessuno per obbligare qualcuno a vaccinarsi, non sono un medico ne' niente – ha spiegato la giovane colpita da meningite all'età di 11 anni – sono solo una persona che crede nei vaccini e desidero consigliare tutti a informarsi veramente sulla loro utilità, sui rischi e sui vantaggi su tutte le piattaforme, ma quelle vere, siti veri, non solo sui social, che non valgono niente. Sono stata qui oggi per portare le persone ad informarsi" ha detto ancora Bebe. Assieme a lei si sono sottoposti alla profilassi anche il papà, Ruggero, la mamma, Teresa, e i fratelli Nicolò e Sole. "Io adesso dico sempre che è tutto ok, che va tutto bene e che mi godo la vita lo stesso, ma mi ricordo quanto hanno sofferto i miei genitori quando ero in ospedale in gravi condizioni, so cosa si prova e cosa hanno provato. Per questo consiglio sempre di informarsi, seriamente, e di vaccinarsi" dice la 19enne.
L’allarme meningite in Toscana (tre nuovi casi – a Prato, Firenze e Livorno – solo ieri, 1° gennaio) ha costretto la Regione a prendere ogni tipo di provvedimento nel tentativo di combattere il virus. Una delle azioni riguarderà i fumatori. L’elemento comune alla maggioranza dei pazienti, infatti, sembrerebbe essere il fumo. “Il 70% di chi ha contratto la meningite in Toscana è risultato fumatore” spiega Fabio Voller, coordinatore dell’osservatorio di epidemiologia dell’Ars, l’Agenzia regionale di Sanità della Toscana. Se dal campione preso in considerazione si escludono i bambini, si capisce che la platea dei pazienti “a rischio” è alta”. Il calcolo – sintetizza Voller a Il Tirreno – è presto fatto: in generale il 20% della popolazione fuma. Se prendiamo in considerazione la fascia inferiore ai 40 anni, la percentuale dei fumatori è di oltre il 30%. Di conseguenza, se 1su 3 fuma e abbiamo fra i pazienti con la meningite il 70% di fumatori, si deve concludere che chi fuma ha un rischio di due volte e mezzo più alto dei non fumatori di restare contagiato”. Da qui la scelta di organizzare “campagne attive di prevenzione”, inviti specifici a vaccinarsi. “Non possiamo obbligare nessuno, ma cercheremo di coinvolgere tutti a proteggere se stessi e gli altri” dice Voller.