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Medico salva la moglie da arresto cardiaco con manovra di 8 minuti: “Materia da inserire nelle scuole”

Il medico imolese Lamberto Reggiani ha salvato la moglie da un arresto cardiaco con un manovra di primo soccorso di 8 minuti. L’appello del pediatra: “Primo soccorso andrebbe insegnato nelle scuole”
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A cura di Gabriella Mazzeo
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Otto minuti di massaggio cardiaco su una donna, sua moglie, fino a quando non è arrivata l'ambulanza. A salvare la vita della consorte, il pediatra imolese Lamberto Reggiani, che alcune settimane fa ha salvato la vita alla compagna che stava avendo un arresto cardiaco durante la notte. La notizia è stata riportata da Il Resto del Carlino, che ha intervistato il medico. Ora la donna sta bene e Reggiani ha voluto condividere la sua esperienza e chiedere più defibrillatori nei luoghi pubblici. "Le manovre di primo soccorso sono fondamentali. Ogni anno in Italia ci sono 50mila arresti cardiaci e oltre la metà sono persone che si potrebbero salvare".

"Dormivo accanto a mia moglie – ha affermato – e mi sono svegliato rendendomi conto che il suo repiro era agonico, tipico di chi rischia l'arresto cardiaco. Ho cercato di svegliarla ma senza successo, poi ho chiamato il 118 e nel mentre ho iniziato il massaggio cardiaco. Quando è arrivata l'automedica, i soccorritori hanno applicato il defibrillatore e con la seconda scarica il cuore di mia moglie ha ripreso a battere. Ora sta bene, ma è stata in coma farmacologico per tre giorni".

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"Sicuramente – prosegue – è stato fondamentale per me l'aiuto psicologico fornito dall'operatrice del centralino. È stato un sostegno necessario. Devo complimentarmi con tutto il personale sanitario dell’Ospedale di Imola, di grandissima professionalità".

In seguito, il medico ha voluto lanciare un appello alle amministrazioni comunali per aumentare il numero di defibrillatori, anche nei condomini. "Queste cose succedono molto più spesso in casa – ha aggiunto -. Poi, punterei ovviamente ad aumentare la disponibilità di defibrillatori esterni. Nel Nord Europa, che è un grande esempio su queste iniziative, le teche con i defibrillatori sono ovunque”.

"Io ho avuto la conferma della mia idea: più alto è il numero di persone che conosce le manovre di rianimazione e più persone possiamo salvare. Le manovre dovrebbero essere insegnate nelle scuole, anche nella scuola primaria. Il primo soccorso andrebbe introdotto come materia scolastica".

Anche per i bambini, secondo il pediatra, è importante capire come chiamare i soccorsi e cosa fare o dire al centralino. "A parere mio – prosegue – i ragazzi delle scuole secondarie sono già perfettamente in grado di fare delle manovre. In tanti Paesi Europei si fa già".

"C'è molta paura di insegnare ai ragazzini cosa fare, anche da parte di chi queste manovre sa farle. Le persone temono di far male al soggetto da soccorrere. Ci si dimentica che non è cosciente, è praticamente morto. Meglio rompere un paio di costole che lasciarlo morire. Bisogna vincere il timore delle persone a intervenire. Coinvolgere i ragazzi dalle scuole può aiutare" .

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