Il conto alla rovescia per la Maturità 2020 è partito: tra poco più di un mese 500mila studenti italiani saranno chiamati a sostenere l'esame di Stato, in programma dal 17 giugno, che quest'anno, a causa dell'emergenza Coronavirus, sarà diverso rispetto al solito: tra le novità più significative, non ci saranno le temute prove scritte che saranno sostituire da un maxi-colloquio orale, dalla durata di circa un'ora, durante il quale i candidati saranno interrogati dai professori, tutti interni, che compongono la commissione d'esame, partendo da un argomento preventivamente concordato. Inoltre, a più di due mesi dalla chiusura delle scuole in tutta Italia per contenere il contagio, l'esame dovrebbe svolgersi in presenza. In attesa del decreto che metta nero su bianco tutte le proposte elaborate dal Ministero e anticipate nei giorni scorsi dalla ministra Lucia Azzolina, è l'Associazione nazionale dei Presidi a fare il punto della situazione, evidenziando i punti critici della nuova Maturità.

"Vogliamo prima di tutto un protocollo di sicurezza specifico per rientrare in sicurezza negli edifici scolastici, così come per tutte le altre attività produttive – ha detto a Fanpage.it Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (Anp) -. Nella giornata di ieri abbiamo avuto su questo tema un confronto in video-conferenza con la ministra Azzolina, a cui abbiamo espresso anche la nostra perplessità sulla modalità in presenza dei prossimi esame di Maturità. Abbiamo chiesto il perché di questa decisione, dato che, ad esempio, gli esami universitari vengono tranquillamente svolti in via telematica. Ma la priorità al momento è il protocollo. Gli esami di Stato sono l'occasione della prima ripartenza delle scuole dopo il lockdown, muovono 500mila studenti e altri 70mila soggetti tra insegnanti e dirigenti scolastici. Parliamo di cifre imponenti, a cui bisogna prestare attenzione e per le quali serve prudenza. Mi fido del Comitato tecnico-scientifico, per cui se gli esperti hanno detto che il colloquio in presenza non è rischioso va bene, ma ho comunque qualche perplessità". Non c'è ancora un data per la stesura del documento, che però dovrebbe arrivare quanto prima proprio in vista del 17 giugno.

Sulla riapertura delle scuole a settembre, Giannelli mantiene ancora il riserbo. "Tutto dipenderà dall'andamento epidemiologico – ha concluso il presidente Anp – , ma l'ipotesi delle lezioni miste che sono state avanzate nei giorni scorsi credo siano difficilmente realizzabili. Non solo da un punto di vista pratico, perché se dobbiamo far seguire le stesse lezioni in diretta ad una parte della classe che è presente e ad un'altra che è connessa da casa dovremmo avere un apparato audio-video in grado di trasmettere in tempo reale. Ci sarebbe uno stress della banda larga che in Italia è un problema, senza contare le zone in cui la rete internet non è ancora disponibile. Ma c'è anche un problema pedagogico, su cui bisogna riflettere a fondo".