Si è trattato di omicidio preterintenzionale, e non omissione di soccorso come era emerso finora, il reato ipotizzato dalla procura di Terni a carico del fidanzato della diciottenne di Amelia, Maria Chiara Previtali, morta sabato mattina, il giorno dopo il suo compleanno, per una presunta overdose da eroina. È quanto è emerso, secondo quanto apprende l'Ansa, dagli atti notificati alla difesa dell'indagato in vista del conferimento dell'incarico per l'autopsia. Nell'atto viene indicato anche il reato di morte come conseguenza di altro delitto ma in questo caso a carico di ignoti.

La ragazza è stata trovata senza vita nell'abitazione del fidanzato Francesco, anche lui del posto, il quale aveva raccontato di averle donato quella dose come regalo per i suoi 18 anni. Avevano quindi trascorso la notte insieme e poi lui il giorno dopo ha chiamato i soccorsi. "Quando mi sono svegliato era bianca, ho cercato di svegliarla. Lei non rispondeva. Allora ho chiamato i soccorsi. L’unica cosa che mi rimprovero è di non averli chiamati prima", aveva detto il ragazzo, intervenendo alla Vita in diretta. Ma la ricostruzione non aveva convinto gli investigatori, né i familiari.
Saranno comunque decisivi i risultati dell'autopsia, il cui incarico sarà affidato dal pm Camilla Coraggio domani alle 10,30 a Terni, per fare luce sulla morte della studentessa. Le operazioni peritali, che saranno accompagnate da un esame tossicologico, dovrebbero svolgersi sempre nella stessa giornata presso l'ospedale di Perugia. L'autopsia viene considerata un passaggio chiave dalla procura – che coordina le indagini condotte dai carabinieri – per accertare se la ragazza abbia effettivamente assunto eroina oppure anche altre sostanze e in quale quantità. "Dobbiamo capire l'effettiva letalità della sostanza o se questa fosse una novità che l'organismo della ragazza non ha saputo recepire. Solo un tossicologo ce lo potrà dire" ha spiegato il procuratore capo di Terni, Alberto Liguori.