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16 Luglio 2019
16:36

L’orso M49 in fuga è ancora vivo: ripreso da una fototrappola nei boschi della Marzola

Una fototrappola ha immortalato martedì mattina l’orso M49 tra i boschi della Marzola, in Trentino. Sul posto già ci sono gli uomini della forestale. L’orso è riuscito a scappare all’alba di ieri dal recinto del Casteller. Intanto la Corte costituzionale fa sapere che è legittimo l’ordine del presidente della Provincia di Trento.
A cura di Susanna Picone
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Alle 9:29 di questa mattina, martedì 16 luglio, una fototrappola ha immortalato l'orso M49, in fuga dalle prime ore di lunedì, quando è riuscito a scappare dal recinto del Casteller (Trento) scavalcando un muro elettrificato. La conferma arriva dalla documentazione fotografica che ritrae il plantigrado nei boschi della Marzola. Nella zona è presente il personale forestale, che è stato attivato immediatamente dopo la fuga dell’orso per assicurare monitoraggio, presidio territoriale e informazione. L’orso sarebbe dunque rimasto vicino a Trento e non sarebbe arrivato, come si temeva, in altre regioni. L'orso M49, un esemplare di 3 anni e mezzo di età e 140 chili di peso, rischia l'abbattimento. Nei suoi confronti c'è l'ordinanza del governatore trentino Maurizio Fugatti di sparare a vista nel caso dovesse avvicinarsi alle abitazioni.

La cattura e la fuga dell’orso M49

L'orso M49 era stato catturato due giorni fa sui monti della val di San Valentino, nel territorio di Porte di Rendena, e dopo poche ore era scappato dall'area faunistica del Casteller, riuscendo a scavalcare le recinzioni elettrificate. “Abbiamo diverse fotografie che testimoniano la presenza dell'orso sul monte sopra l'area faunistica dalla quale è scappato – ha detto il governatore della provincia autonoma di Trento Fugatti – intanto oggi l'Ispra è venuta a ispezionare il recinto, sono in corso le verifiche sul sito”.

Per la Consulta si può sparare – La Corte costituzionale ha intanto deciso sui due ricorsi del presidente del Consiglio dei ministri nei confronti delle Province autonome di Trento e Bolzano, relativi alle leggi sulla cattura e sull'eventuale uccisione degli orsi e dei lupi. La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale, giudicando che la disciplina provinciale contestata rientri nell'ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle Province autonome. Sono giudicate legittime le leggi provinciali di Trento e Bolzano che autorizzano il presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l'eventuale uccisione degli orsi e dei lupi quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali. “In attesa di leggerne le motivazioni, prendiamo atto del pronunciamento della Corte Costituzionale sulle leggi ‘ammazza-orsi' e ‘ammazza-lupi' delle Province Autonome di Trento e Bolzano", il commento dell'Ente Nazionale Protezione Animali. "Per noi non cambia nulla. Continueremo a denunciare in ogni sede, anche nelle aule di giustizia, le situazioni di illegalità. A partire dalla vicenda dell'orso M49 che presenta tanti punti oscuri per quanto concerne non solo la cattura ma la stessa fuga”, si legge in  una nota.

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